Italia: niente Ape Sociale per i connazionali che hanno lavorato all’estero

ROMA\ aise\ – «Credo che il governo Lega-M5S-Maie abbia un’idiosincrasia per tutto ciò che contiene la parola “estero” o sia riferito ad un’esperienza professionale o di vita fuori dai confini nazionali». Ne è convinto Massimo Ungaro, deputato Pd eletto in Europa che, assieme ai colleghi Pd eletti all’estero, ha presentato un’interrogazione urgente al Ministro del Lavoro con la quale, spiega, «chiediamo al governo di modificare le interpretazioni restrittive dell’Inps che stabiliscono che l’Ape Sociale (la pensione anticipata) sia incompatibile con la titolarità di una prestazione estera». «Anche perché – annota il deputato – pare che oggi, ai fini del perfezionamento dei requisiti contributivi per l’Ape Sociale, non possano essere presi in considerazione i contributi versati all’estero». «Basta discriminazioni contro gli italiani nel mondo: dopo la prospettata riduzione della rappresentanza democratica degli eletti all’estero, la mancata esenzione IMU/TASI, il taglio dei fondi per le elezioni e per il CGIE – conclude Ungaro – la misura è colma».

(aise)

 

Foto Alessio Jacona cc by sa

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