Salute, la ministra minaccia dimissioni se non passa la sua riforma

La ministra della Salute Andrea Kalavská (nominata da Smer-SD) ha annunciato martedì che avrebbe presentato il suo progetto di riforma della rete ospedaliera come emendamento costituzionale. In questo modo, il progetto richiederà 90 voti sui 150 seggi del Parlamento, e quindi sarà necessario ottenere la fiducia anche di diversi deputati dell’opposizione. I partiti di opposizione Spolu, Libertà e Solidarietà (SaS) e Sme Rodina concordano sulla necessità di una stratificazione delle strutture sanitarie, ma volevano prima avere modo di vedere e discutere la bozza finale del provvedimento. Secondo il calendario attuale, il progetto dovrebbe essere approvato dal governo a fine agosto, e poi passare in Parlamento per un voto in autunno.

Kalavská ha detto che potrebbe dimettersi dal suo incarico se non viene approvata la sua riforma della stratificazione ospedaliera in Slovacchiala, che intende mettere ordine nel sistema di sanità pubblica con 46 ospedali distribuiti in modo ottimale nell paese, che possano godere di finanziamenti garantiti dalle compagnie di assicurazione sanitaria. Il piano prevede di raggiungere entro il 2030 un livello di assistenza sanitaria migliore, più sicura e di migliore disponibilità per tutti i pazienti, permettendo inoltre di ridurre i giorni di ospedalizzazione. Gli ospedali – 46 sono quelli in elenco – dovrebbero essere suddivisi in tre categorie, tra nosocomi locali, regionali e nazionali, raggiungibili dai pazienti rispettivamente entro mezz’ora, un’ora e due ore di strada. Le cure più urgenti sarebbero effettuate presso gli ospedali locali, mentre gli altri ospedali regionali e nazionali dovrebbero fornire una gamma più completa di servizi sanitari fino a specializzazioni complesse e specialistiche. Gli ospedali che entreranno nella rete avranno due anni di tempo per soddisfare gradualmente una serie di criteri, tra i quali ad esempio un numero minimo di determinate procedure mediche eseguite ogni anno.

Il progetto della cosiddetta stratificazione degli ospedali, secondo il presidente della Camera dei medici slovacca (SLK), non è ancora pronto per l’implementazione. E anche se l’associazione è favorevole all’idea, non è d’accordo con la forma attuale della proposta di legge. Ogni ospedale deve eseguire le terapie di base per salvare vite umane, afferma SLK, e risolvere i problemi di carenza del personale con personale straniero e “stage temporanei” non può essere una soluzione efficace. La proposta legislativa inoltre, dice SLK, concede troppo potere alle assicurazioni sanitarie, che possono spingere a chiudere o spostare interi reparti sanitari.

Il partito di opposizione Libertà e Solidarietà (SaS) ha invitato il ministro a cessare tutti gli investimenti che sono in contraddizione con la riforma della stratificazione ospedaliera, ad esempio chiudendo dei reparti che andrebbero lasciati dove sono. Seppure il partito sia a favore del progetto, e ha annunciato l’intenzione di sostenerlo all’esame parlamentare in prima lettura, ritiene anche che la decisione dovrebbe essere lasciata al prossimo governo che uscirà dalle elezioni della primavera 2020.

(La Redazione)

Foto Pxhere CC0

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