Čaputová critica la poca protezione dei diritti umani in Cina

Incontrando a Bratislava il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che si trovava in Slovacchia per questioni relative al coinvolgimento nel progetto Belt and Road dei paesi di Visegrad, la presidente Zuzana Čaputová ha condannato il «deterioramento della protezione dei diritti umani in Cina». Parole a cui i funzionari cinesi, hanno notato i media, non sono più abituati a sentire dai politici occidentali. Čaputová si è detta preoccupata per gli arresti di avvocati e attivisti dei diritti umani, nonché per lo stato delle minoranze etniche e religiose in Cina, non tralasciando l’auspicio di vedere progressi significativi nel dialogo sui diritti umani tra l’Unione europea e la Cina. La presidente ha comunque lodato il paese del Dragone per il sostegno agli sforzi globali per combattere i cambiamenti climatici e ha convenuto con il ministro cinese che questa è una delle sfide più importanti affrontate dall’umanità. Inoltre, nell’incontro si è discusso dell’ulteriore sviluppo dei legami bilaterali tra Slovacchia e Cina, nel 70° anniversario dell’inizio delle relazioni diplomatiche.

Le parole del capo dello Stato sono state criticate dalla ministra dell’Agricoltura, e vice presidente del Partito nazionale slovacco (SNS) Gabriela Matečná. Il governo slovacco vorrebbe avere relazioni amichevoli con la Cina, e si dovrebbe evitare uno scontro che potrebbe compromettere lo sviluppo degli affari, e anche posti di lavoro in Slovacchia, ha dichiarato l’ufficio stampa di Matečná. La Cina è un attore globale chiave, e un importante partner commerciale per la Slovacchia. E non si parla solo di agricoltura, ma più in generale di economia, dice la ministra: «i principali prodotti esportati dalla Slovacchia in Cina sono automobili, macchinari ed elettronica». La bilancia commerciale di Bratislava con Pechino ha registrato lo scorso anno un deficit di 3,14 miliardi di euro.

Incontrando il politico cinese, il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajcak ha ribadito l’interesse della Slovacchia ad approfondire la cooperazione economico-commerciale e ad aumentare le esportazioni slovacche verso il paese asiatico. In questa direzione, del resto, va il recente protocollo firmato dai due governi per l’esportazione di latte e prodotti caseari slovacchi verso la Cina. Bratislava è intanto desiderosa di aprire nuvi tavoli di contrattazione per studiare l’esportazione di altri prodotti alimentari. Temi che vanno di pari passo con le relazioni culturali e relative all’istruzione, per il cui sviluppo le due parti hanno confermato il loro interesse, in particolare, per il riconoscimento reciproco dei titoli di studio accademici, ma hanno accennato anche a un nuovo programma di cooperazione culturale per il periodo 2020-2024.

In passato, il presidente Andrej Kiska era stato fortemente criticato da alcuni (l’ex premier Robert Fico tra i primi) per avere incontrato in Slovacchia il Dalai Lama.

(Red)

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