Buongiorno Slovacchia è qui per voi ogni giorno da 10 anni

Buongiorno Slovacchia ha compiuto 10 anni. Un traguardo a suo tempo non scontato, e che non è stato facile raggiungere. Anzi, con il senno di poi, possiamo senz’altro dire che è stato un percorso difficile e pieno di ostacoli. Nemmeno il suo fondatore, Loris Colusso, ancor oggi amministratore unico della società Buongiorno Slovacchia s.r.o. (casa editrice del notiziario quotidiano) si immaginava di arrivare a questo traguardo quando ebbe l’idea e la mise in opera nell’estate di dieci anni fa.

Il giornale nacque come newsletter – da subito con cadenza giornaliera – e riscosse immediato e unanime apprezzamento come strumento di uso quotidiano per i tanti membri della comunità italiana in Slovacchia che poco masticavano la lingua locale. Divenne al tempo stesso anche un utensile utilissimo ai molti slovacchi che parlano o comprendono l’italiano e che con Buongiorno Slovacchia hanno potuto migliorarsi nella lingua, leggendo testi di cui avevano facile riscontro nei fatti e notizie riportati dai media nella loro lingua madre.

L’anniversario cade il 13 luglio, in occasione della visita a Bratislava, nel 2009, dell’allora ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. Quel giorno uscì il primo numero ufficiale, dopo una serie di test e numeri zero. In quell’occasione Buongiorno Slovacchia pubblicò le notizie del giorno, notizie di crisi in quello che fu l’anno peggiore per l’economia della Slovacchia (il PIL crollò del 5,4%, quando appena nel 2007 aveva registrato un aumento a due cifre – del 10,8%). Ma fece anche un resoconto della giornata del ministro, che partecipò alla conferenza intitolata “Italia e Slovacchia, partners per la nuova Europa”, e oltre ad alcuni incontri istituzionali fece una visita al sito della centrale di Mochovce dove nel giro di breve sarebbero partiti i lavori di costruzione di due nuovi blocchi nucleari. Blocchi che ad oggi non sono ancora completati, malgrado i piani ottimistici di mettere in esercizio la nuova centrale entro pochi anni.

Motivo scatenante della creazione di un nuovo strumento informativo, gratuito e quotidiano, fu quella che lo stesso Colusso definì in un suo editoriale «l’assenza di una adeguata informazione» cui si trova esposto giorno per giorno «chi vive e opera in Slovacchia senza avere padronanza della lingua». Un problema che non toccava soltanto gli interessi delle aziende italiane e l’andamento dei loro affari in Slovacchia, ma anche «l’integrazione culturale» con la popolazione locale. Parole tutt’ora vere più che mai.

Il forte impegno morale e finanziario dell’editore è stata la benzina che ha dato modo al motore di Buongiorno Slovacchia di macinare tutti questi chilometri e di essere ancora qui a informare ogni giorno il suo pubblico, dopo dieci anni di lavoro, con l’entusiasmo di chi sa di svolgere un’opera di pubblico interesse, pur sostenuta da un mecenate privato che non si è risparmiato nello spronare noi del giornale a fare meglio, e che è sempre stato un passo avanti. Al primo direttore, Antonio Papaleo, che sviluppò l’idea e la mise in strada, successe un secondo, Ettore Bellucci, che la portò avanti fino a quando, nel giugno 2010, il terzo cambio alla direzione del giornale con Pierluigi Solieri coincise anche con una trasformazione della forma editoriale, tramutando questo media, che nel frattempo ricevette dalle autorità slovacche il riconoscimento di giornale nazionale, in sito di notizie indipendente.

Le statistiche, purtroppo disponibili soltanto dal giugno 2010, dicono che Buongiorno Slovacchia ha pubblicato oltre 25 mila articoli, con 3 milioni di letture. Solo negli ultimi dodici mesi sono state 425 mila le visualizzazioni di pagine, da parte di oltre 16 mila utenti unici e più di 38.500 pagine lette al mese. Considerando il tema, certo non di grande popolarità, sono numeri importanti, che confermano la bontà dell’idea e la necessità di un mezzo di informazione in lingua italiana che racconti la trasformazione di questo paese. Ma molto c’è ancora da fare. Dopo il lancio tre anni fa di una testata parallela in lingua spagnola – Buenos días Eslovaquia – che con la direzione di Paola Ferraris ha raccolto gli elogi di istituzioni e comunità ispaniche nel paese, altri progetti sono nel cassetto, pronti ad essere esaminati.

Per il momento, tuttavia, godiamoci questi dieci anni di esistenza. Cogliendo l’occasione del 50° anniversario della conquista della Luna, possiamo con immodestia parafrasare la nascita di Buongiorno Slovacchia con una frase del tipo “un piccolo passo per un uomo, un grande passo per i rapporti italo-slovacchi”.  🙂

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