Diventa legge la proposta per fermare le vecchie esecuzioni giudiziarie

Le vecchie esecuzioni giudiziarie saranno bloccate se sono trascorsi cinque anni dall’inizio della procedura e non è stato reperito patrimonio sufficiente a coprire i costi di esecuzione.  La proposta di emendamento, sostenuta dal ministero della Giustizia e votata dal Parlamento, è divenuta legge con la firma della presidente Zuzana Čaputová la scorsa settimana, ed entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020.

La misura è intesa ad accelerare il completamento delle procedure di esecuzione in cui vengono effettivamente recuperati solo piccoli importi. I creditori non perderanno i loro soldi, perché possono richiedere una nuova esecuzione per lo stesso debitore, ma attraverso un nuovo sistema che è stato introdotto dall’ex ministro della Giustizia Lucia Žitňanská oltre un anno fa. Lo Stato interverrà solo sulle esecuzioni che i cittadini hanno nei confronti di istituzioni pubbliche, come nel caso della previdenza sociale Sociálna poisťovňa. .

Oggi le esecuzioni vengono automaticamente trasferite al tribunale distrettuale di Banská Bystrica. Sono oltre 3,7 milioni le esecuzioni depositate secondo le vecchie regole in tribunale, con effetto prima del 1° aprile 2017. Di queste, la metà ha più di cinque anni e i creditori le lasciano in vita in tribunale per non dover pagare le tasse. Circa un quarto delle vecchie procedure giudiziarie di esecuzione sarà interessata dalla nuova legislazione. Il costo del provvedimento dovrebbe essere superiore ai 40 milioni di euro, ma l’importo definitivo non è noto perché dipenderà dal numero esatto di esecuzioni che saranno realmente interrotte. In origine, la proposta di Žitňanská prevedeva non solo di interrompere le procedure, ma di estinguerle definitivamente.

Secondo l’attuale ministro Gábor Gál, l’emendamento è una cosa positiva, perché le vecchie esecuzioni «hanno gravato enormemente per anni sul sistema giudiziario. I giudici e il personale giudiziario saranno sollevati dalla gestione di richieste di crediti che di fatto sono irrecuperabili e potranno invece gestire con le procedure che hanno sostanza, rendendo il processo più efficiente per i cittadini». Il ministro sottolinea che il provvedimento permette allo stesso tempo di tendere una mano «ai cittadini che si trovano nella trappola del debito» e appoggiare i creditori nell’ottenere il pagamento dei propri crediti.

Con questa misura si dovrebbe fornire una soluzione efficace al problema delle vecchie esecuzioni, garantendo un’applicabilità più rapida e più funzionale alle richieste di recupero dei creditori, informa il ministero. Tuttavia, la Camera slovacca degli esecutori (SKE) invita i cittadini a pagare i loro debiti il ​​prima possibile, in quanto la nuova legge non esime i debitori dai loro obblighi. Infatti, i creditori possono presentare al tribunale una nuova richiesta di esecuzione, e in questo caso i costi per il debitore aumenteranno in modo significativo.

(La Redazione)

Foto geralt CC0

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