Critiche al ministero per l’appalto del nuovo sistema di identificazione personale

Il ministro degli Interni è stato criticato in questi giorni per la scelta di sostituire l’attuale numero di identificazione nazionale delle persone fisiche, meglio conosciuto come rodné číslo, con un codice personale più in linea con i requisiti dei moderni sistemi informatici. Secondo il ministero, come riporta Tasr, con il sistema attuale sarebbe problematico generare dopo il 2053 un nuovo rodné číslo senza rischiare un caso di duplicazione.

La legislazione in vigore in Slovacchia dal 2010 ha previsto da tempo una graduale introduzione di un nuovo genere di numeri di identificazione (IFO) per i cittadini nel corso del successivo decennio, un provvedimento che del resto l’Unione europea ha richiesto, afferma il ministero. Anche l’OCSE ha raccomandato alla Slovacchia di adottare l’IFO nell’interesse della sicurezza pubblica. Il nuovo identificatore, la cui metodologia di calcolo sarà segreta, sarà più sicuro e impedirà di raccogliere informazioni sensibili sui cittadini, come data di nascita e sesso. La nuova legge dovrebbe entrare in vigore il 1° aprile 2020 e la nuova serie di identificatori dovrebbe essere pienamente utilizzata entro il 2030.

Questa settimana la parlamentare Veronika Remišová del partito non parlamentare Za ľudí (Per la gente) dell’ex presidente Kiska ha criticato il ministero per la gara d’appalto che assegnerà la succosa commessa governativa a una società informatica. Remišová ha invitato la ministra degli Interni Denisa Saková (Smer-SD) a pubblicare immediatamente la documentazione di gara che non è ancora stata resa pubblica, minacciando di presentare una mozione alla Corte dei conti (NKU) per chiedere una ispezione sulla gara, che potrebbe costare allo Stato centinaia di milioni di euro. Remišová si è detta preoccupata che il ministero voglia avviare il nuovo sistema il prima possibile, cioè poco prima delle prossime elezioni generali (previste per marzo 2020) senza ancora dare cifre di stima sul suo costo.

In un post su Facebook il partito Za ľudí spiega che «il ministro dell’Interno vuole cancellare un sistema con il quale hanno vissuto i nostri genitori e anche noi li stiamo ancora usando». Denisa Saková «Non ha dato il via un ampio dibattito sociale sull’argomento, ma ha presentato una legge per farlo entro la fine dell’anno. Una cosa così importante non può essere decisa da un governo che finisce tra pochi mesi». Il progetto implica che «milioni di euro [verranno spesi] per nuove soluzioni software per un certo numero di istituzioni in Slovacchia. Il governo non ha ancora quantificato quanto dovrebbe costarci». Il partito ha dunque «invitato il primo ministro Peter Pellegrini a interrompere il progetto e a dare il tempo alla Corte dei conti per rivedere la gara».

Il ministero ha risposto che la gara è stata convocata nel gennaio 2013, in linea con le regole valide in quel momento, aggiungendo che la documentazione di gara ha superato un controllo preliminare. «In nessun modo ci opponiamo alla signora Remišová per esaminare l’intera documentazione», afferma il ministero.

(Red)

Illustr. BS/pixabay

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