Salario minimo, parti sociali ancora divise sull’aumento per il 2020

Le parti sociali sono ancora molto distanti da un accordo sull’aumento del salario minimo nazionale da garantire per legge per il prossimo anno. I sindacati hanno chiesto di portare il lordo mensile minimo dai 520 euro di quest’anno a 635 euro, e il principale partito al governo Smer-SD sostiene l’ipotesi di fissare il minimo a 600 euro, una idea avversa alle imprese, che avvisano che si tratterebbe della crescita più vigorosa degli ultimi 20 anni e produrrebbe seri problemi agli equilibri economici delle aziende. Smer ha comunque aperto una discussione sulla questione con datori di lavoro e sindacati. Se la crescita dei salari minimi seguisse il meccanismo stabilito dalla legislazione vigente, lo stipendio minimo per il 2010 dovrebbe salire a 552 euro (lordi).

Il Klub 500, un’associazione di datori di lavoro con oltre 500 lavoratori, respinge la proposta promossa dai sindacati e afferma che il salario minimo non è più uno strumento per migliorare gli standard di vita dei lavoratori a basso reddito, ma piuttosto uno strumento per aumentare le entrate dello Stato, della previdenza sociale e delle compagnie di assicurazione sanitaria, oltre che per arricchire le casse dei comuni. Secondo il ragionamento dei rappresentanti del Klub 500, se il salario minimo crescesse di 115 euro (a 635 euro), i costi complessivi del personale aumentano di 155 euro, di cui il dipendente riceverà solo 80 euro, mentre lo Stato si prende i restanti 75 euro.

Le altre associazioni di datori di lavoro si sono dette disposte a negoziare una possibile valorizzazione del salario minimo a un livello basato sull’attuale meccanismo giuridico, vale a dire aumentando il minimo salariale a 552 euro. Ma in ogni caso credono che il salario minimo dovrebbe relazionarsi all’andamento dell’economia, e in previsione di un rallentamento della crescita della Slovacchia il salario minimo per il 2020 dovrebbe rimanere invariato al livello di quest’anno. Del resto, se il governo dovesse decidere per un aumento drastico, potrebbe provocare licenziamenti in caso di calo degli ordini.

Fino al 15 luglio le parti sociali hanno tempo per raggiungere un accordo. In caso contrario, il ministero del Lavoro farà una sua proposta da presentare al consiglio dei ministri.

(Red)

Foto cocoparisienne CC0

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