Corte suprema conferma assoluzione di parlamentare di estrema destra

La Corte suprema slovacca ha respinto un appello del pubblico ministero contro l’assoluzione del deputato Stanislav Mizik del partito di estrema destra ĽSNS, che era stato incriminato per il reato di diffamazione della nazione, della razza e delle credenze e per aver prodotto e diffuso materiale propagandistico estremista. Il caso risaliva a gennaio 2017 quando in un post su Facebook il politico aveva attaccato diverse personalità premiate dall’allora presidente Andrei Kiska con onorificenze di Stato, commentando tra l’altro la loro origine ebraica. Tra le persone onorate dal riconoscimento c’erano lo storico Ivan Kamenec, che con la sua famiglia si salvò dalle persecuzioni ebraiche nascondendosi in un bunker dal settembre 1944 all’aprile 1945, il regista Juraj Herz, che durante l’infanzia fu imprigionato nel campo di concentramento di Ravensbrück, ed Eva Mosnáková, che è attivamente impegnata nella commemorazione delle vittime dell’Olocausto.

La Corte penale specializzata (STS) di Banská Bystrica ha deciso l’anno scorso che non è stato dimostrato che l’imputato abbia commesso le azioni a lui addebitate, e lo ha assolto, sentenza impugnata dal pubblico ministero ma oggi confermata dalla Corte suprema in maniera definitiva.

Sempre la Corte suprema ha deciso in aprile di non sciogliere il partito ĽSNS, come chiedeva una mozione della Procura generale presentata dal PG Jaromír Čižnár nel maggio 2017, segnalando l’orientamento fascista del partito e le sue azioni volte al rovesciamento dell’attuale regime democratico della Slovacchia.

Diverse le reazioni suscitate da questo verdetto. L’Unione centrale slovacca delle comunità religiose ebraiche (UZZNO) ha dichiarato la propria preoccupazione per l’assoluzione, la cui sentenza potrebbe essere utilizzato in futuro dagli estremisti per «un’ulteriore diffusione dell’odio nella società, senza pericolo di sanzioni». L’unione è dell’opinione che i social network possano essere un buon servitore, ma sono senz’altro un cattivo padrone. Commentando la difesa di Mizik che si basava sull’affermazione che il parlamentare non è capace di scrivere su dispositivi moderni come i computer, l’associazione nota che i social network «Si diffondono nella società alla velocità della luce e sono anche chiaramente usati e abusati dagli analfabeti informatici».

Il ministro della Giustizia Gábor Gál (del partito conservatore Most-Hid) ha dichiarato che non intende fare commenti sulle decisioni dei tribunali, per rispetto all’autonomia del settore giudiziario, ma ha fatto notare che né lui né il suo partito considerano il Partito popolare Nostra Slovacchia (ĽSNS) una parte democratica dell’opposizione.

(Red)

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Nella foto, supporter di ĽSNS davanti alla Corte suprema in aprile

FB/Giovanni Nuova

 

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