È in mano slovacca solo il 5% del capitale delle banche slovacche

Con la privatizzazione delle banche nazionali, una operazione avvenuta negli anni ’90, alla fine dell’era dei governi di Vladimír Mečiar, e all’inizio del decennio successivo a causa del cattivo stato finanziaro degli istituti di credito, la quota di capitale controllata da proprietari slovacchi è andata sempre più riducendosi. L’intero settore finanziario e creditizio slovacco necessitava di una forte ricapitalizzazione, che fu possibile soltanto con la loro cessione a investitori internazionali, insieme alla cancellazione di vecchi crediti inesigibili per ripulire i propri portafogli. Secondo l’economista capo di Slovenska sporiteľňa, Maria Valachyová, le nuove gestioni bancarie e i nuovi standard di credito e rischio, hanno fatto sì che il settore bancario commerciale slovacco sia andato piuttosto bene, e «nemmeno durante la crisi finanziaria del 2008-2009 ha avuto bisogno di aiuti di Stato», ha detto.

Nel corso del tempo, le quote di capitale nelle banche slovacche posseduto da società straniere è andato sempre più crescendo, a scapito degli azionisti slovacchi, che alla fine del primo trimestre 2019 rappresentavano soltanto il 5,05% del totale. Secondo i dati storici della Banca nazionale slovacca (NBS), alla fine del 1998 il capitale nazionale nelle banche commerciali era al 63%, sceso velocemente alla fine del 2001 al 38%.

Di fatto, l’unica banca completamente slovacca è la Banca slovacca di garanzia e sviluppo (Slovenská záručná a rozvojová banka / SZRB), che è controllata al 100% dallo Stato.

(Red)

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