Ministro Esteri: le nomine in UE riflettono la ‘percezione occidentale’ del V4

Le nomine delle tre cariche più alte nelle strutture dell’UE – i presidenti di Consiglio UE e Banca centrale europea (BCE) e dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’UE – riflettono la percezione dell’Europa occidentale del raggruppamento di Visegrad e mancano l’obiettivo di equilibrio regionale in quanto nessuno dei rappresentanti scelti viene dall’Europa centrale ed orientale. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajčák (Smer-SD) la scorsa settimana, dando una valutazione simile a quella del capo del partito di opposizione SaS Richard Sulík. Secondo Lajčák, che si è detto rattristato, non è una cosa positiva nemmeno per l’Unione europea, perché i paesi entrati nell’Unione dopo il 2004 possono aiutare a bilanciare geograficamente l’UE. Sulík crede che in questo modo si sia annullato il processo democratico delle elezioni europee. Secondo il deputato SaS Martin Klus con questi nomi, risultati da un non semplice compromesso, cresceranno ancora più in profondità in Slovacchia «i concetti di noi e loro, vecchi e nuovi membri e oriente contro occidente».

Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea che si è concluso martedì 2 luglio ha visto, dopo lunghe ed estenuanti discussioni, convergere gli Stati membri per la nomina del ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen a capo della Commissione europea, del primo ministro belga Charles Michel come presidente del Consiglio europeo, dello spagnolo Josep Borrell come capo della diplomazia della UE e la francese Christine Lagard (oggi all’FMI) alla testa della Banca centrale europea. Nomine che devono ora passare il vaglio del Parlamento europeo che la scorsa settimana ha inaugurato la legislatura 2019-2024 ed eletto come suo presidente l’italiano David Sassoli, esponente dei Socialisti e democratici (S&D).

Lajčák ha apprezzato la scelta di von der Leyen, dicendo che “la personalità conta”. Il primo ministro Pellegrini ha detto di essere «convinto che sia una buona candidata con una visione ampia … una donna capace che può portare nuove dinamiche e gettare nuova luce sul futuro dell’Unione».

Lo slovacco Maroš Šefčovič, attualmente commissario europeo, è il candidato congiunto del Gruppo Visegrad per la carica di vicepresidente della Commissione UE.

(Red)

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