Proseguono i lavori di costruzione del gasdotto slovacco-polacco

Nella costruzione del tratto di 130 chilometri della parte slovacca del gasdotto di interconnessione con la Polonia, che nei piani sarebbe dovuto essere pronto entro il 2019, si sono iniziate le operazioni di saldatura delle tubazioni in seguito alla preparazione di un sito lungo oltre 100 chilometri sul cui percorso sono stasti collocati i tubi di acciaio che ora verranno congiunti. Per completare la pipeline prevista, a partire dal villaggio di Chlmec nel distretto di Humenne, in Slovacchia orientale, come ha informato la società di trasporto del gas naturale Eustream, sono necessari oltre 6.000 tubi in acciaio di 6-18 metri e un diametro superiore a 1.000 millimetri ciascuno, di 7 tonnellate di peso, cui saranno saldati circa 6.200 giunti.

L’interconnettore Polonia-Slovacchia è una parte fondamentale del corridoio del gas prioritario Nord-Sud nell’Europa centrale e orientale. Eustream è responsabile della costruzione del gasdotto sul lato slovacco, e la compagnia statale Gaz-System sul lato polacco. Il gasdotto avrà una capacità di trasporto di 5,7 miliardi di metri cubi all’anno e costerà alla sola Slovacchia oltre 100 milioni di euro. La BEI ha stanziato un prestito di 70 milioni di euro a Eustream per la costruzione della parte slovacca del progetto. L’intero percorso del gasdotto, che fu inserito nell’autunno 2013 nel primo elenco di progetti di interesse comune dell’Unione europea (PCI), collegherà la stazione di compressione slovacca di Veľké Kapušany (distretto di Michalovce) e l’hub di Strachocine nella Polonia sud-orientale.

Con il nuovo gasdotto, i paesi dell’Europa centrale e orientale avranno accesso diretto a molteplici fonti di gas naturale dal Nord, compresi i terminali GNL del Mar Baltico (Świnoujście LNG, Klaipeda LNG attraverso l’interconnessione del gas Polonia-Lituania) e della Norvegia (grazie al gasdotto Baltic Pipes) così come da Sud attraverso l’interconnessione slovacco-ungherese e il nuovo progetto di gasdotto Eastring, che attraverserà il territorio dei Balcani orientali collegando la Turchia alla Slovacchia, i cui lavori inizieranno nel 2022. L’Eastring, che è una alternativa sostenuta dall’UE al cancellato progetto russo South Stream, collegherà i sistemi di trasporto del gas naturale di Bulgaria, Romania, Ungheria e Slovacchia e si crede che aumenterà la sicurezza energetica nell’Europa sud-orientale e la concorrenza sul mercato del gas europeo.

(Red)

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