Il Parlamento vota i limiti al finanziamento dei partiti politici

Giovedì scorso il Parlamento slovacco, nella sua ultima sessione prima della chiusura estiva, ha approvato un emendamento alla legge elettorale che modifica i limiti ai finanziamenti dei partiti, i budget per le campagne elettorali e le sanzioni per le violazioni. La normativa, promossa dai partner della coalizione di governo, è stata approvata con una procedura accelerata.

Con le modifiche approvate, i partiti politici potranno ricevere finanziamenti per 3,5 milioni di euro nel corso di una legislatura in forma di donazioni, prestiti e crediti, incluse le quote associative. Gli autori dell’emendamento affermano che con questo limite si avrà maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti. Le multe per le campagne condotte in maniera irregolare e fare campagna elettorale anche durante la moratoria prima del voto saranno aumentate, e la somma massima di una quota associativa annuale che un partito politico può ricevere da un singolo membro viene stabilita in 10.000 euro. L’emendamento bandisce ai cosiddetti partiti terzi di fare campagna elettorale.

Il deputato indipendente Miroslav Beblavy, leader del partito extraparlamentare Spolu-občianska demokracia ha contestato la norma, lamentando il cambiamento delle regole in meno di 24 ore appena otto mesi prima delle prossime elezioni parlamentari di marzo 2020, una cosa, ha detto, ingiusta e inaccettabile. «È una manifestazione della paura del leader di Smer-SD Robert Fico, del leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko e del leader di Most-Hid Bela Bugar che le loro carriere politiche stiano per finire, ma non riusciranno in questo modo a fermare il cambiamento e l’arrivo di nuove forze politiche». Beblavy ha affermato che i partiti dovrebbero cercare di ricevere «il maggior numero possibile di donazioni da quante più persone possibile», in modo da evitare che un partito sia sponsorizzato da un singolo donatore.

Secondo Andrej Danko (SNS), tra i principali fautori dell’emendamento, nessuno può volere che la Slovacchia sia gestita come alcune società private sono gestite da poche persone. La norma «non è [mirata] contro nessuno, è invece a favore di un principio», ha detto, aggiungendo di essere favorevole alla libera concorrenza dei partiti politici, ma la competizione non dovrebbe riguardare il denaro ma piuttosto i programmi. «I partiti sono finanziati dal bilancio dello Stato e se eletti possono ottenere 3,5 milioni di euro».

L’ex presidente Andrej Kiska, che ha da pochi giorni fondato il partito Za ľudí, ha criticato la legge definendola «una vergogna» e «una presa in giro della democrazia». Secondo lui, l’emendamento è fatto apposta per favorire i partiti che sono in Parlamento da anni, e allo stesso tempo «limita significativamente le operazioni e l’emergere di nuovi partiti politici».

Sulla questione anche la presidente Zuzana Čaputová ha fatto sentire la sua voce: «Mi limiterò a commentare l’emendamento alla legge sui partiti e le campagne elettorali adottato oggi dopo un’attenta considerazione di tutti gli aspetti giuridici e degli impatti su una leale concorrenza politica. Tuttavia, vorrei ricordare che cambiamenti legislativi così importanti non possono essere adottati con una procedura legislativa abbreviata, senza possibilità di commenti, e specialmente non pochi mesi prima delle elezioni».

Il premier Peter Pellegrini (Smer-SD) ha detto che «Il governo ha accolto una richiesta del Parlamento che chiedeva la possibilità di discutere la propria proposta in aula con procedura accelerato». Secondo lui, il fatto che l’emendamento sia stato approvato otto mesi prima delle elezioni «non è una cosa così drammatica», ed è possibile adattarsi senza problemi. L’emendamento non porta alcun intervento risoluto nella campagna per le elezioni o nel modo di fare campagna elettorale.

Non è tuttavia difficile vedere dietro alla mossa della maggioranza il tentativo di mettere un freno ai finanziamenti di privati milionari che possono sostenere Kiska e che hanno aiutato la veloce crescita della coalizione politica composta da Progresivne Slovensko (PS) e Spolu, che in pochi mesi ha ottenuto diversi sindaci di rilievo (ad esempio a Bratislava), ha eletto la presidente Čaputová e attualmente nei sondaggi risulta il secondo partito della Slovacchia.

(Red)

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