Lukashenko non verrà in Slovacchia, ma si aspetta spiegazioni

Evitato un incidente diplomatico tra Slovacchia e Bielorussia. La diplomazia bielorussa ha compreso il chiaro messaggio della presidente slovacca Zuzana Čaputová, che con una nota aveva cercato di dissuadere Alexander Lukashenko – da molti considerato l’ultimo dittatore in Europa – dal presenziare al 75° anniversario dell’Insurrezione nazionale slovacca (SNP) il 29 agosto prossimo. Come scusa, i bielorussi hanno informato l’ambasciatore slovacco Jozef Migas del fatto che la visita del presidente Lukashenko in Slovacchia «non è stata preparata a un livello sufficiente e il presidente stesso si rifiuta di partecipare a tale visite». In ogni caso, a Minsk ci si aspetta un chiarimento sulla situazione che si è venuta a creare, lasciando intendere potenziali ripercussioni sui rapporti reciproci. A Lukashenko era pervenuto l’invito – non concordato con il capo dello Stato slovacco – una mossa fatta in autonomia dal capo del Parlamento e leader del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko, il quale continua a dire che a suo parere dovrebbe essere un onore per la Slovacchia ospitare alle celebrazioni rappresentanti di paesi come Bielorussia, Russia e Ucraina, visto che le truppe sovietiche furono cruciali nel battere i tedeschi e liberare il territorio slovacco nella seconda guerra mondiale. Alla presidente Čaputová la mossa non era affatto piaciuta, e ha dovuto informare che l’invito non proveniva da lei, come dovrebbe essere secondo gli usi diplomatici. Anche il ministro degli Esteri Miroslav Lajcak aveva commentato la quesione sostenendo che quello di Danko era un errore diplomatico.

(Red)

Foto Serge Serebro cc by sa

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