Nota diplomatica di Čaputová a Minsk: meglio se Lukashenko non viene ai 75 anni dall’SNP

Malgrado i larghi sorrisi visti nelle immagini del loro primo incontro dopo l’insediamento della presidente Zuzana Čaputová, i rapporti con il presidente del Parlamento Andrej Danko (SNS) sono subito inciampati su un primo ostacolo. Danko, che agli inizi di giugno è stato in visita a Minks, aveva esteso un invito al presidente bielorusso Alexander Lukashenko per partecipare alle celebrazioni dl 75° anniversario dell’Insurrezione nazionale slovacca (SNP) che si svolgerà a Banská Bystrica il 29 agosto, senza prima essersi consultato con nessuno. Il nuovo capo dello Stato si è dunque visto in obbligo d annunciare, e lo ha fatto con una nota diplomatica inviata a Minsk, che l’invito a Lukashenko non proveniva da un suo pari grado. Come è d’uso nella pratica diplomatica, il presidente della Bielorussia «dovrebbe essere invitato dal presidente della Repubblica», ha dichiarato Čaputová, dicendosi convinta che Lukashenko comprenderà il significato di tali parole.

Il ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajčák (Smer-SD) ha confermato che è così che funziona, e se Danko ha invitato il bielorusso Lukashenko senza informare la presidente slovacca ha fatto un grossolano errore diplomatico. Čaputová ha detto che nemmeno lei ha invitato alle celebrazioni della SNP i capi di Stato dei paesi visitati in questi primi giorni del suo mandato, e ha confermato la sua partecipazione all’anniversario anche se Lukashenko dovesse auto-invitarsi, senza però spiegare ulteriormente come si sarebbe comportata in una tale eventualità.

Ma Danko, che nonostante la firma di una dichiarazione comune con presidente e premier sulla politica estera della Slovacchia, chiaramente filoeuropea e filoatlantica, non nasconde le sue simpatie per i paesi dell’ex Urss e le politiche russe. Ad esempio, per il Victory Day del 9 maggio era a Mosca, ospite di Medvedev, mentre tutto l’Occidente era concentrato sulle celebrazioni del D-Day tra Gran Bretagna e Normandia. Ora Danko insiste a dire che l’invito al presidente bielorusso è suo personale, e non per una visita ufficiale di Stato. A suo parere, è giusto che siano presenti ai 75 dell’SNP gli alti funzionari dei paesi i cui cittadini hanno «combattuto per la nostra libertà e hanno rischiato la vita per aiutarci a scacciare il fascismo dal nostro territorio». Per questo motivo pensa che dovrebbero essere presenti anche alti funzionari di Russia e Ucraina, tra gli altri.

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) preferisce starne fuori (“si tratta di una questione tra Čaputová e Danko”), pur ammettendo che la presidente «si è espresso in modo chiaro e quindi l’ambasciata bielorussa probabilmente lo capirà anch’essa chiaramente e i canali diplomatici interessati invieranno il messaggio». Non credo, ha aggiunto, che ci saranno situazioni imbarazzanti. In ogni caso, egli ha spiegato che anche lui sta facendo inviti, a livello di primi ministri, ma «Le celebrazioni sono un omaggio a coloro che sono sopravvissuti al terrore della seconda guerra mondiale. Questi sono gli ospiti più importanti per me … Sono quelli che 75 anni fa hanno partecipato alla rivolta», ha detto Pellegrini.

Richard Sulík, leader dei liberali (SaS), pensa che l’invito a Lukashenko è stato una mossa audace, in quanto stiamo parlandodi una persona che «è considerato l’unico dittatore europeo: sarebbe assolutamente inopportuno se venisse a Banská Bystrica»..

(Red)

Foto Prezident SR

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