Un ammiraglio di origini slovacche corre per la presidenza Usa

Suo nonno arrivò in America nel 1922, dopo essere nato e cresciuto nel villaggio di Dolné Lovčice, distretto di Trnava, e suo padre si trasferì negli Stati Uniti nel 1924 e dopo l’Accademia navale fu arruolato nel 1942 per combattere in marina ​​col grado di capitano nell’Atlantico e nel Pacifico durante la seconda guerra mondiale. Lui, Joe Sestak, nato nel 1951 in Pennsylvaia, seguì le orme del padre nella marina Usa, dove in oltre trent’anni di servizio è arrivato al grado di Ammiraglio a tre stelle. Dopo essere stato nel Consiglio nazionale di sicurezza ai tempi del Presidente Bill Clinton, Joseph Ambrose Sestak Jr. si dedicò alla politica per il Partito Democratico. Eletto nel 2006 alla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, dove rimase dal 2007 al 2011, fu l’ufficiale di più alto livello mai eletto al Congresso; è poi stato candidato democratico al Senato nel 2010.

Pochi giorni fa, il 23 giugno, Sestak ha annunciato la sua candidatura per la nomina democratica alla presidenza Usa nelle elezioni del novembre 2020. Un gruppo assai folto quello democratico per tentare la corsa a diventare il 46° presidente degli Stati Uniti. Sestak è infatti l’ultimo dei 25 candidati che si dovranno contendere le primarie democratiche, mentre dall’altra parte per il momento l’avversario chiave è uno solo, l’attuale presidente Donald Trump, in corsa per la rielezione.

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Tra le posizioni note di Joe Sestak della sua passata esperienza politica, c’è il sostegno al controllo delle armi, al diritto all’aborto e all’accordo nucleare con l’Iran. Oggi, ha detto nel presentare la sua candidatura, «dobbiamo avere un presidente che sa come servire il paese all’estero – ma anche a casa». Di Trump ha detto che il problema non è il presidente ma «il fatto che egli è il sintomo che la gente ritiene un problema in un sistema che non è equo e responsabile». La responsabilità di cui, a suo dire, gli attuali leader mancano e che ha portato le persone a perdere la fiducia nell’America.

(Red)

Foto FB/joesestak

 

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