Nel giugno del 2008 l’UE decise di accogliere la Slovacchia nell’Eurozona

Undici anni fa, a un vertice del Consiglio europeo a Bruxelles il 19 giugno 2008, i capi di Stato e governo dell’UE decisero che la Repubblica Slovacca sarebbe stata accolta nell’area dell’euro. La Commissione europea aveva diffuso un mese prima le sue raccomandazioni in questo senso, dopo che i dati di Eurostat avevano confermato che la Slovacchia rispettava i criteri di Maastricht richiesti.

Bratislava aveva già preso l’impegno di adottare la valuta comune europea quando firmò il trattato di adesione all’Unione europea ad Atene, nell’aprile 2003, e il governo slovacco, guidato dal primo ministro Mikuláš Dzurinda (SDKU-DS) approvò la strategia di adozione dell’euro nel giugno di quell’anno. Nel settembre 2004, la Slovacchia fissò la data obiettivo per l’ingresso nell’Euroarea per il 1° gennaio 2009.

Come stabilito dai ministri delle Finanze dei paesi dell’Eurozona e della Slovacchia, e l’accordo del presidente della Banca centrale europea (BCE), nel novembre 2005 la corona slovacca aderì al meccanismo di cambio ERM II, noto come la “sala d’attesa dell’euro”. Il successivo governo di Robert Fico confermò l’impegno del precedente esecutivo, dando assicurazioni al vertice UE del giugno 2008, che «faremo tutto il possibile per raggiungere un bilancio in pareggio nel 2011, perché questo è il modo migliore per combattere l’inflazione». Fico aggiunse nel suo intervento che era stato preparato dal governo uno speciale “pacchetto inflazione” nel caso in cui i prezzi dovessere andare fuori controllo.

Il deputato dell’opposizione ed ex ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS) allora espresse il sospetto ci furono fughe di informazioni prima dell’impostazione del corso della corona slovacca contro l’euro il 28 maggio 2008. Alcuni giorni prima, l’allora ministro delle Finanze Ján Počiatek (Smer-SD) fece visita al finanziere Ivan Jakabovič sul suo yacht nel corso di un soggiorno nel Principato di Monaco. In seguito, il suo gruppo finanziario J&T giadagnò grandi somme facendo trading finanziario sulla corona corona. Počiatek dapprima minimizzò il suo soggiorno sulla barca, ma poi lo definì un errore e lo attribuì alla sua inesperienza politica, ma negò sempre di avere mai rivelato a nessuno alcuna informazione sul cambio di parità corona-euro.

L’8 luglio 2008, i ministri delle Finanze dei 27 paesi dell’Unione europea (mancava ancora la Croazia che sarebbe entrata solo nel 2013) fissarono il tasso di cambio finale a 30,126 corone per un euro.


Il “vestito” della Banca Centrale Slovacca (NBS) all’ingresso in Eurozona

Il 1° gennaio 2009 la Slovacchia è divenuto il sedicesimo paese dell’Euroarea, primo paese dall’ex blocco orientale, seguita poi solo dalla Slovenia. Dal 17 gennaio 2009 la corona slovacca non è più potuta essere usata per pagamenti in contanti e l’euro è divenuta l’unica valuta valida in Slovacchia. Il 30 giugno 2010 si è concluso il periodo di obbligo del doppio prezzo (in corone ed euro) nei negozi del paese. Dal 2 gennaio 2014, cinque anni dopo l’introduzione dell’euro, non è più possibile cambiare presso la Banca nazionale le monete in corone, mentre chi ha banconote in corone slovacche può scambiarle senza scadenza.

(Red)

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