Il futuro di internet: più connessi ma più divisi?

Di Samuele Dominioni, ISPI −− Due rapporti recentemente pubblicati tracciano un bilancio dello “stato del web” oggi, identificando alcuni elementi chiave per capire come la rete stia mutando anche dal punto di vista della sicurezza e delle politiche che la governano. Il primo rapporto è quello elaborato dal High Level Panel sulla Cooperazione Digitale, a un anno esatto dall’istituzione del panel in seno al Segretariato Generale delle Nazioni Unite. Il secondo è il rapporto Internet Trends della compagnia Bond Capital, che da ventiquattro anni illustra le tendenze digitali mondiali. Questo focus parte dalla analisi degli aspetti relativi alla sicurezza e alla politica internazionale individuati nei rapporti per poi fornire una possibile risposta sul prossimo futuro di internet.

Che cosa dice il rapporto delle Nazioni Unite?

Il panel sulla Cooperazione Digitale lancia un allarme sulla crescente frammentazione di internet, un trend determinato soprattutto dal fatto che i diversi attori pubblici (in primis gli Stati) e privati con una certa influenza nel mondo digitale adottano approcci differenti e risposte ad hoc a questioni e problemi relativi al web. A partire da questo quadro, nel rapporto vi è un forte richiamo ad adottare soluzioni multilaterali e a incrementare la cooperazione digitale. Tutto questo al fine di evitare che la sempre più evidente frammentazione di internet determini un incremento insostenibile dei digital divides, ovvero il divario che intercorre tra chi ha accesso (adeguato) a internet e chi non ce l’ha. Un altro aspetto su cui il rapporto pone particolare attenzione è la possibilità che una maggiore cooperazione digitale possa contribuire al raggiungimento, nel 2030, dei Sustainable Development Goals (SDGs), identificati dalle Nazioni Unite nel 2015. In particolare, il rapporto auspica che la cooperazione tra i diversi attori sull’ecosistema digitale permetta uno sviluppo inclusivo dell’uso delle tecnologie, a partire dai gruppi sociali più vulnerabili e dalle donne che, sempre secondo i dati menzionati dal rapporto, meno di altri hanno in questi anni beneficiato del progresso tecnologico in campo digitale. Infine, dalla pubblicazione emerge l’importante riconoscimento che anche nel mondo digitale, come nel mondo reale, devono essere applicati i diritti umani – come per esempio il diritto di ciascun individuo a non essere sottoposto a interferenze arbitrarie nella propria vita privata – benché vi siano ancora numerose incertezze su come le convenzioni attuali possano guidare lo sviluppo tecnologico e la cooperazione digitale.

Quali sono i trend principali di internet?

Il rapporto a cura di Bond Capital, accoglie molti dati ed espone quelli che sono i principali trend relativi soprattutto alla dimensione socio-economica di internet. Tuttavia, molti degli elementi individuati portano a considerazioni di carattere socio-politico e di sicurezza. Un trend rilevante per queste tematiche è sicuramente la penetrazione di internet, che nel 2018 –  per la prima volta nella storia – ha raggiunto il 51% della popolazione mondiale (3,8 miliardi di persone). L’Asia rappresenta più del 50% degli utenti internet del mondo (l’Europa il 15% e il Nord America il 9%). Eppure, in Asia vi è solo il 48% di penetrazione della rete (in Europa è il 78% e nel Nord America l’89%), un dato che molto probabilmente è destinato ad aumentare rapidamente. Per quanto concerne la modalità di accesso online, questa avviene per lo più attraverso dispositivi smartphone che, specialmente nei paesi in via di sviluppo, rappresentano spesso l’unica fonte per accedere a internet. A ciò si collega un altro tema politicamente rilevante, ovvero la radicalizzazione e la polarizzazione dei dibattiti online. Come abbiamo analizzato in questo dossier, si tratta di fenomeni che possono avere conseguenze particolarmente deleterie per la democrazia. Ed è per questo che alcune piattaforme social si stanno attrezzando per contrastare la radicalizzazione online, in particolare Facebook e Twitter.

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Grafica Pxhere/asawin CC0

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