Società civile e guerra dell’informazione. Quando internet rafforza i deboli

La storia umana è decretata da un principio innegabile: in teoria il forte vince sempre sul debole. La società dell’informazione ha sconvolto l’ordine naturale dei conflitti. L’evento di Internet ha donato al debole un potere di attacco inedito. Nel corso degli ultimi decenni il forte ha perso alcune battaglie informative esemplari, simboleggiate dal ritiro da parte dell’Ocse del progetto per l’Accordo multilaterale sugli investimenti; l’abolizione in Francia degli OGft e l’abbandono dell’energia nucleare da parte della Germania. Questo possibile rovesciamento degli equilibri di potere ha dato origine a un nuovo approccio al problema della guerra economica, estendendolo a un terreno d’azione a cui oramai la società civile ha accesso. Siccome gli esperti d’intelligence erano tenuti al segreto professionale, era quindi necessario inventare nuove posizioni lavorative e nuovi metodi di lavoro per decifrare le diverse forme di scontro che caratterizzavano la guerra economica del XXI secolo. Gli ideatori del concetto di intelligence economica hanno svolto un ruolo di primo piano in questa nuova fabbrica del sapere. Senza l’accesso diretto alle fonti segrete, hanno dovuto concentrarsi su quelle aperte. Internet è diventato un quadro di analisi fondamentale, in quanto è il principale canale di diffusione degli attacchi informativi di ogni tipo. Il forte, rappresentato dagli Stati, dagli ambienti della finanza e dalle grandi multinazionali, non è stato più la sola fonte principale di innovazione nella pratica della guerra economica. Partendo da situazioni completamente diverse, il debole ha ideato delle tecniche di destabilizzazione estremamente efficaci ed efficienti, sapendo come imporre la propria legittimità in un conflitto di cui lui ha cambiato le regole. Il suo obiettivo non era più il profitto, bensì la rivendicazione di una morale civile che va imposta a quei gruppi di affari che sono colti in fallo. La guerriglia informativa condotta dai singoli individui o dalle organizzazioni della società civile si è progressivamente fatta spazio. Gli attori della società civile sono riusciti a imporre il loro punto di vista su campi quali la tutela dei diritti dei consumatori, la protezione dell’ambiente e della qualità della vita. La sua crescente presenza sul web ha portato alla creazione di territori informativi autonomi, sui quali il forte aveva poca esperienza. Anche la natura del forte e del debole è stata alterata nella configurazione dello scacchiere. Il forte è difficilmente attaccabile su un piano competitivo; in compenso, può essere molto vulnerabile a livello sociale e normativo. Le conseguenze di un errore informativo hanno assunto un valore decisivo in virtù delle interazioni tra i diversi campi. Un’impresa estremamente competitiva nel suo settore può essere improvvisamente accusata di non rispettare le regole base della sanità pubblica (Perrier); dell’ambiente (Shell); dell’affidabilità tecnologica (Ford) e del diritto (Belvédère). Nei decenni precedenti all’anno 2000, le imprese sono state prese alla sprovvista dalla dimensione inattesa che l’informazione cominciava ad avere nei rapporti di forza. Il forte è così diventato debole (Perrier; Shell; Ford; Belvédère). Al contrario, alcuni attori economici in posizioni delicate hanno a volte cercato di ricavare un vantaggio tattico (la campagna dell’Unione dell’Industria Tessile).

[… Articolo di Giuseppe Gagliano… CONTINUA]

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Foto dlewisnas CC0

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