Corte costituzionale, eletto un solo candidato, si vota di nuovo domani

Malgrado la Commissione costituzionale avesse raccomandato l’elezione di sei candidati a giudice della Corte costituzionale, il Parlamento giovedì ha nominato un solo candidato alla carica, che si va ad aggiungere agli tre eletti della scorsa sessione parlamentare, dai quali tuttavia ancora non è stata fatta alcuna selezione dalla presidenza della Repubblica, in attesa di avere un numero di nomi sufficienti dai quali estrapolare i nuovi giudici. La presidente Čaputová ha confermato la linea seguita finora dall’ex capo dello Stato Kiska, e ha annunciato giorni fa che aspetta a fare nomine fino a quando il Parlamento non le fornirà i sei nomi mancanti per fare le nomine e rendere la Corte pienamente funzionante. L’eletto è Radoslav Prochazka, ex candidato alle presidenziali del 2014, in cui arrivò terzo, e fondatore del partito #Siet, che ha raccolto 74 voti dei deputati presenti. Il Parlamento metterà di nuovo ai voti le candidature domani, martedì 25 luglio.

La questione si sta trascinando da febbraio di quest’anno, quando nove dei tredici membri della Corte costituzionale hanno concluso il loro mandato. Durante tre sessioni precedenti, i parlamentari hanno finora eletto 12 aspiranti, tra i quali il presidente Kiska ha scelto di nominare tre giudici, portando a sette il numero totale di membri della Corte costituzionale e nominando tra loro presidente e vice presidente. Il Parlamento avrebbe dovuto nominare almeno 18 potenziali giudici, e tra essi il presidente avrebbe nominato i nove giudici. Già dalla prima sessione parlamentare che si è occuparta di questo problema è emersa forte la tensione espressa dalla strategia del partito di governo dominante Smer-SD. La candidatura del suo leader Robert Fico a giudice costituzionale (una carica che tra le altre cose garantisce l’immunità assoluta per dodici anni, aveva portato a forti scontri, fino a che Fico non si ritirò. Ma da allora Smer ha sempre cercato di guidare le nomine, facendo un uso massiccio dell’ostruzione e andando a scontrarsi con il presidente Kiska che a maggio rifiutò di nominare nuovi membri della Corte finché non fossero eletti nuovi nomi. Una posizione confermata dalla presidente entrante Čaputová.

Nei giorni scorsi sia il premier Pellegrini (Smer-SD) che il capo del Parlamento Andrej Danko, leader del Partito nazionale slovacco (SNS), hanno affermato che la cosa si sta trascinando troppo per le lunghe e sta diventando ridicola, invitando i colleghi in aula a votare il numero di candidati necessari. Mentre il leader di Smer-SD Robert Fico aveva inutilmente ricattato la presidente Čaputová dicendo che non sarebbe stato eletto nessun nuovo candidato se prima lei non avesse nominato tre giudici tra i sei nomi già nelle sue mani. Sempre Danko, dopo la votazione di giovedì, ha detto che il prossimo voto, domani, potrebbe essere a scrutinio pubblico, a differenza degli altri, che Smer ha sempre voluto a voto segreto.

Come già in passato, la cosa sta provocando tensioni e conflitti all’interno della coalizione di maggioranza, e Danko ha ammesso che potrebbe diventare un problema.

(Red)

Foto ustavnysud.sk

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