Praga, quasi 300 mila in piazza per chiedere le dimissioni del premier Babiš

Un numero enorme di persone – 200mila secondo le autorità, almeno 250mila secondo gli organizzatori – sono scese in strada domenica a Praga ritrovandosi ai Giardini di Letna per chiedere le dimissioni del premier Andrej Babiš, sospettato di aver usato in modo fraudolento fondi europei per le sue attività imprenditoriali. Quella di ieri è stata la più imponente manifestazione nella Repubblica Ceca dalla Rivoluzione di velluto, che avvenne 30 anni fa, nel 1989. I dimostranti hanno chiesto l’apertura di una indagine indipendente sulle accuse al primo ministro, e hanno inoltre aspramente criticato la politica del presidente Miloš Zeman. Oltre alle bandiere nazionali, molti hanno esposto e sventolato anche il vessillo dell’Unione europea. Numerosi i cartelli e gli striscioni contro il premier e il presidente.

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Babiš ha sempre negato ogni ipotesi di frode, e qualunque responsabilità e accusa a suo carico. Il capo del governo afferma di non avere ragioni per dimettersi, visto che, dice, le accuse a suo carico sono del tutto infondate. Il capo del governo si sente forte del 21,1% di voti ottenuto dal suo partito Ano (Azione dei cittadini insoddisfatti) alle elezioni europee di maggio, che lo mantiene al primo posto – e con un discreto margine – tra i partiti del paese. Ma non la pensa così una buona parte del paese, che protesta da mesi e ieri si è data appuntamento nella capitale per dimostrare tutto il proprio malumore. Goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe la sostituzione ad aprile del ministro della Giustizia con Marie Benešová, politica vicina a Zeman, il giorno dopo che la polizia aveva chiesto l’incriminazione di Babis e di altre persone nel caso di frode su fondi europei. A maggio fu diffusa inoltre una versione preliminare di un rapporto della Commissione europea che accusava Babiš di aver usato altri fondi europei per avvantaggiare Agrofert. In un discorso al Parlamento il primo ministro parlò di «attacco alla Repubblica Ceca», ma la notizia del rapporto diede ulteriore vigore alle proteste contro il governo.

Vedi una galleria fotografica della manifestazione

La ong “Milion chvilek pro demokracii” (Un milione di momenti per la democrazia) ha già raccolto oltre 400mila firme e punta al milione per mandare a casa Andrej Babiš. Una parola a favore dei dimostranti è stata espressa pochi giorni fa dalla nuova presidente slovacca Zuzana Čaputová. In reazione alla moltitudine di suoi critici, Babiš ha detto oggi che le proteste sono parte della democrazia, ma che più “soldi il suo governo produce in salari, investimenti, scienza e ricerca, e più i cittadini sono insoddisfatti”. Una analisi dell’operatore telefonico T-Mobile, che ha accorpato i dati di localizzazione anonimizzati dei dispositivi mobili presenti sul posto, ha calcolato che i partecipanti alla manifestazione tra le 16:30 e le 19:00 di domenica erano all’incirca 283.000.

Prague, June 23, 2019. Peaceful demonstration against the controversial prime minister Andrej Babiš, against the…

Uverejnil používateľ Michal Jankovský Pondelok 24. júna 2019

(La Redazione)

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