Il governo approva un aggiornamento del Codice della strada

Un emendamento al Codice stradale redatto dai ministeri dei Trasporti e degli Interni, e approvato dal governo mercoledì rafforza il divieto di utilizzare dispositivi elettronici durante la guida e intende facilitare la vita ai giovani conducenti. La normativa concede ai conducenti la possibilità di effettuare chiamate tramite dispositivi vivavoce senza l’uso delle mani, ma le telefonate e altri utilizzi con telefonini normali all’interno dei veicoli saranno vietati. Il divieto è omnicomprensivo anche degli altri dispositivi di telecomunicazione, audiovisivi e simili. Le multe in caso di violazione di queste norme saranno raddoppiate.

Il nuovo codice della strada prevede la concessione delle patenti di guida di tipo C e CE già all’età di 18 anni (rispetto agli attuali 21) e delle patenti D e DE all’età di 21 anni (rispetto ai 24 anni di oggi). Novità dovrebbero arrivare con un nuovo obbligo di creare un corridoio di emergenza in autostrada per i mezzi di soccorso in caso di incidenti e ingorghi. Tra gli emendamenti passati c’è anche una semplificazione della gestione dei documenti elettronici nella registrazione dei veicoli, una proposta già approvata da una risoluzione governativa del 2017 per favorire le attività imprenditoriali, secondo la quale il processo diventa completamente elettronico senza necessità di recarso all’Ispettorato dei trasporti.

Viene regolato il parcheggio sui marciapiedi, autorizzando il posteggio dell’automobile soltanto sul marciapiede adiacente alla strada. Per ridurre il numero di incidenti stradali causati da conducenti inesperti, il ministero dei Trasporti ha messo in conto diverse misure precauzionali per i guidatori di primo pelo, che saranno sottoposti a un periodo di prova di due anni dopo il rilascio della patente. Se in questo periodo si viene multati per due infrazioni gravi o per eccesso di velocità si dovrà obbligatoriamente partecipare a un corso di guida in autoscuola, un programma di riabilitazione psicologica e un test sulle norme della strada presso la polizia.

Nella proposta, il resort specifica pedalate con 0,5 per mille di alcol nel sangue sulla pista ciclabile e nel villaggio. Un’innovazione dovrebbe anche essere l’obbligo di creare un corridoio di soccorso nella colonna dell’autostrada. Viene ritoccata la normativa sulla responsabilità oggettiva del proprietario del veicolo: se non paga la multa entro il termine stabilito, gli potranno essere ritirati il libretto e la targa del veicolo. Viene introdotto anche un nuovo tipo di sanzione: una procedura di blocco per veicoli che in passato hanno violato la legge (ad esempio la loro targa è stata registrata da un radar per eccesso di velocità ma non è stato possibile identificare il titolare e l’indirizzo del mezzo). Se un agente di polizia viene in contatto con questo veicolo sulla strada, può pretendere il saldo della sanzione direttamente all’autista del veicolo.

Il ministero ha anche riconosciuto la legittimità di una richiesta delle associazioni di ciclisti, che chiedevano che gli elmetti di protezione non siano obbligatori per i ciclisti di età superiore ai 15 anni che viaggiano su strade di campagna. In ogni caso, il ministro ha affermato che «continueremo comunque a incoraggiare la sicurezza dei ciclisti consigliando loro di usare il casco il più possibile».

(Red)

Foto MV SR

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