Il ministero dell’Economia prepara il quarto pacchetto “antiburocrazia”

La burocrazia rimane uno dei maggiori ostacoli nel fare affari in Slovacchia, secondo diverse classifiche internazionali, nonostante gli sforzi del governo nel settore della digitalizzazione dei servizi della pubblica amministrazione.

Il ministero dell’Economia ha presentato finora tre pacchetti anti-burocrazia e sta preparando il quarto. Il primo pacchetto, approvato a giugno 2017, contiene 35 misure concrete, come l’abolizione dei servizi sanitari obbligatori per i lavoratori di prima e seconda categoria (in base al tipo di reddito), l’introduzione di un servizio di individuazione dei cambiamenti nell’elenco delle proprietà del catasto immobiliare e la “super-deduzione” del cento per cento delle spese di ricerca e sviluppo.

Il secondo pacchetto è entrato in vigore il 1° settembre 2018 con 23 misure per migliorare l’ambiente aziendale e ridurre le procedure burocratiche.

Il terzo pacchetto, che contiene 36 misure, è stato introdotto per ridurre le procedure necessarie per l’apertura di attività commerciali e consentire alle autorità di alcuni settori di acquisire dati direttamente dal sistema di informatizzazione.

Dopo l’entrata in vigore della legge anti-burocrazia, la pubblica amministrazione non può più richiedere informazioni o documenti di persone fisiche e giuridiche che già possiede, e devono attingerli ad esempio dai registri immobiliari, dal casellario giudiziario o dal registro delle imprese.

Il governo sta progettando tutti i pacchetti per affrontare i problemi derivanti dall’applicazione pratica delle misure. Attualmente, il ministero dell’Economia sta preparando 175 misure che intende discutere con altri ministeri, poiché il concreto miglioramento del contesto imprenditoriale deve essere una «responsabilità condivisa», secondo il segretario di Stato del ministero dell’Economia, Rastislav Chovanec.

I tre pacchetti finora adottati hanno permesso alle aziende di risparmiare circa 100 milioni di euro all’anno. Chovanec ha sottolineato che «non solo c’è un risparmio diretto in termini di costi finanziari, ma anche un importante risparmio di tempo nella riduzione della burocrazia».

Tuttavia, gli esperti dell’Istituto di studi economici e sociali (INESS) ritengono che il piano del governo non sia ancora sufficiente e le misure adottate negli ultimi 12 anni, con una spesa di oltre un miliardo di euro, costituiscono solo un piccolo passo verso la modernizzazione sistematica dei servizi della pubblica amministrazione.

(Fonte

Foto EU Parliament cc by nc nd

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