A Trieste la riunione dei 17 ministri degli Esteri dell’InCE

Oggi e domani 11 e 12 giugno si svolge a Trieste la riunione annuale dei Ministri degli Esteri dei 17 Paesi membri dell’Iniziativa Centro-Europea (InCE, in inglese l’acronimo è CEI), presieduta dal ministro italiano Enzo Moavero Milanesi. Alla vigilia proprio Moavero ha ricordato come l’InCE costituisca «l’assise primogenita e consolidata fra Paesi dell’Europa centro-orientale e balcanica. L’InCE, che quest’anno 2019 festeggia il suo trentesimo anniversario, è stata e resta un ponte ideale e operativo fra popoli e governi di un’area significativamente ampia del continente. Inoltre», ha aggiunto il ministro, «si è affermata quale foro di discussione e collaborazione di notevole importanza, anche perché riunisce sia Stati che fanno parte dell’Unione Europea, sia Stati che non ne fanno parte».

Parteciperanno alla riunione, insieme ai ministri di Albania, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Italia, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina, Ungheria, anche i rappresentanti di altre Organizzazioni regionali e internazionali: Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, BERS; Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, OSCE; Black Sea Cooperation initiative; Council of the Baltic Sea States, CBSS; Regional Cooperation Council per il sud-est Europa, RCC; e Commissione europea.

Trieste e Regione Friuli Venezia Giulia ospiteranno la riunione e le relative iniziative, nel quadro di un intenso programma di lavori. «La scelta logistica», ha sottolineato il ministro Moavero, «è sintomatica dell’anima profonda dell’InCE. Trieste, con la sua vocazione storico-geografica, con il suo naturale cosmopolitismo, esprime al meglio la volontà dei Paesi membri di lavorare nel reciproco rispetto, attingendo dalle rispettive culture, tradizioni e realtà economiche e sociali, per costruire insieme un futuro migliore per tutti».

L’InCE nasce nel novembre 1989, poco dopo la caduta della “Cortina di ferro” e la fine della divisione in due dell’Europa dopo la seconda guerra mondiale, su stimolo dell’allora ministro degli Esteri italiano Gianni De Michelis, recentemente scomparso. Nacque come intesa “Quadrangolare” fra Stati con realtà geo-politiche differenti: Italia, Austria, Jugoslavia e Ungheria. Nel corso dei tre decenni successivi, ha progressivamente ampliato il numero dei suoi Paesi membri fino ai diciassette attuali, e soprattutto ha creato un rapporto speciale fra i loro governi e popoli.
Nel 2019, suo anno di Presidenza, l’Italia intende «corroborare lo specifico valore aggiunto dell’InCE, rendendo più efficaci i meccanismi di condivisione e cooperazione e individuando obiettivi comuni ambiziosi, che rispondano davvero alle aspirazioni e alle esigenze dei cittadini», ha detto il ministro Moavero. «Per questi motivi, a Trieste parleremo di: sicurezza, inclusa quella cibernetica, e contrasto al terrorismo e alla criminalità internazionali; garanzia dello Stato di diritto e promozione di uno sviluppo sostenibile; collaborazione economica e investimenti, specie nelle infrastrutture per i trasporti e l’energia; politiche sociali e per il lavoro; salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio storico, artistico e culturale; qualità dei prodotti e tutela del consumatore; ricerca scientifica, innovazione e proprietà intellettuale; opportunità di studio e collegamenti fra scuole, università e istituti di formazione».

La Presidenza italiana punta altresì a rafforzare il ruolo dell’InCE presso le maggiori Organizzazioni Internazionali, in particolare le Nazioni Unite, dove l’InCE ha il rilevante status di Osservatore. Nel contempo, in seno all’InCE, si intende intensificare e migliorare l’azione congiunta fra la dimensione intergovernativa e la dimensione parlamentare, avviando altresì la riflessione su una possibile dimensione locale e regionale dell’InCE stessa, al fine di rendere la sua esistenza e la sua azione più percepibili ai cittadini dei Paesi membri. Nella medesima ottica, la Presidenza italiana intende proporre di elaborare iniziative specifiche rivolte ai giovani, dando vita a una vera e propria “agenda per la gioventù”.

(Ministero Affari esteri e Cooperazione internazionale)

Foto lena1 CC0

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