Polemiche: il premier sceglie Putin e trascura il D-Day

Il vice premier Richard Raši (Smer-SD) ha rappresentato la Slovacchia a Portsmouth, nel Regno Unito, dove mercoledì 5 giugno si sono celebrati i 75 anni del D-Day, lo sbarco in Normandia. A Portsmouth, dal cui porto partirono le prime navi da guerra per invadere la Francia occupata, erano presenti i più importanti rappresentanti mondiali, tra cui il presidente Usa Donald Trump, la dimissionaria premier britannica Theresa May, la regina Elisabetta II, il presidente francese Emmanuel Macron, e pure la cancelliera tedesca Angela Merkel. Nel corso dell’evento, Raši ha firmato una dichiarazione congiunta per promuovere la pace e far sì che gli orrori della guerra non si ripetano.

In quei giorni, tuttavia, il primo ministro slovacco Pellegrini era in Russsia, e il 6 giugno ha incontrato il presidente Vladimir Putin, che ha invitato alle commemorazioni per il 75° anniversario dell’Insurrezione nazionale slovacca (SNP) a Banská Bystrica il 29 agosto. L’aver delegato alle cerimonie in Gran Bretagna il vice premier Raši è un fatto che ha suscitato diverse polemiche tra i politici di opposizione.

I deputati Jan Budaj e Jaroslav Nad (OĽaNO) hanno criticato il premier Pellegrini che, con la sua visita in Russia, ha dimenticato quale sia il giusto orientamento di politica estera della Slovacchia, hanno detto i parlamentari. Secondo Nad, Pellegrini era stato invitato alle celebrazioni in Normandia, e inizialmente aveva detto che avrebbe partecipato, salvo cambiare idea quando è arrivata la disponibilità di Putin per una visita in Russia per la stessa data, «e questo fatto è stato intenzionale», ha sottolineato Nad. Dal canto suo, Budaj dice che nessuno dal Parlamento slovacco è andato a partecipare alle celebrazioni del trentesimo anniversario della fine del totalitarismo in Polonia, ovvero la data delle prime elezioni semi-libere ancora al tempo del comunismo. Casualmente, nota Budaj, il presidente del Consiglio nazionale slovacco Andrej Danko era in Bielorussia con Alexander Lukasenko, per la prima visita ufficiale di un rappresentante del Parlamento slovacco in Bielorussia dalla nascita del paese.

Le stesse critiche al governo le aveva fatte anche il partito liberale all’opposizione SaS: la Slovacchia ha inviato un altro segnale negativo ai suoi alleati in UE e NATO, ha detto il capo di SaS Richard Sulik. L’avere inviato Richard Raši è un’espressione di mancanza di rispetto verso i soldati slovacchi caduti, e un «fallimento della diplomazia slovacca», mentre è «una vittoria per la Russia», ha dichiarato Sulik. I liberali non comprendono perché non sia stato mandato a rappresentanre la Slovacchia il presidente Andrej Kiska, pur in procinto di passare il testimone tra pochi giorni, e dicono che il silenzio del ministro degli Esteri Miroslav Lajčák sia incomprensibile.

(Red)

Foto Number 10 cc by nc nd

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