Evasione fiscale, catena al dettaglio non paga 1,8 milioni di IVA

L’Amministrazione finanziaria – il fisco slovacco – ha rivelato la scoperta di una frode di IVA compiuta da una nota catena di negozi del valore di 1,8 milioni di euro. L’impresa aveva concepito un sistema per evadere le imposte basato sulla creazione di nuove società senza partita IVA, e volutamente mantenute in questo stato il più a lungo possibile. Poi le società venivano vendute prima di dover essere costretta a fare la registrazione IVA, e ripetevano la procedura con altre nuove società. In Slovacchia le società nascono senza partita IVA, e hanno l’obbligo di chiederla solo quando superano il fatturato di 50.000 euro annue. Un sistema che gli ispettori del fisco hanno detto non avere mai riscontrato prima.

Questo tipo di operazioni si sarebbero svolte tra il 2016 e il 2019. Essendo in corso una procedura gudiziaria, il nome della catena non è stato reso noto. Il danno all’erario è stato calcolato al momento a 1,8 milioni di euro di mancata Imposta sul valore aggiunto. Il sistema prevedeva la presentazione della registrazione IVA con documenti non completi, per cui deliberatamente veniva rinviato il termine di altri quattro-cinque mesi, nel corso dei quali la società continuava a vendere merce senza IVA.

(Red)

Ilustraz. B.Slovacchia

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