L’ex premier Fico rientra in settimana, poi si aprirà discussione dentro Smer-SD

Il presidente di Smer-SD Robert Fico è ancora all’estero e tornerà in Slovacchia questa settimana, dopo ci siederemo e parleremo della situazione nel partito. Lo ha detto ieri il vicepresidente del partito Peter Žiga, che è anche ministro dell’Economia,  a margine della seduta del consiglio dei ministri, che è stata anticipata per dare modo al premier Pellegrini di volare a Mosca per una visita ufficiale. «Abbiamo nove mesi prima delle elezioni, e ogni passo che faremo influenzerà le elezioni. Dobbiamo valutare attentamente quale strategia elettorale sceglieremo, quale contenuto porteremo nella campagna elettorale e quali persone veicoleranno questa strategia», ha spiegato Žiga secondo l’agenzia Sita, aggiungendo che avrebbe telefonato a Fico diverse volte nell’ultima settimana. Il 31 maggio si è diffusa la notizia, lanciata dal quotidiano Pravda, che Robert Fico, che giorni non reagiva alla nuova situazione che si era creata dopo il voto delle europee, si trovava in Israele, «nelle mani dei migliori cardiologi israeliani». Sulle condizioni di salute dell’ex premier, che era stato operato al cuore nel 2016, c’è il riserbo assoluto.

Smer ha perso molto consenso nell’ultimo anno, e gli ultimi due appuntamenti elettorali – per le presidenziali e le elezioni del Parlamento europeo – sono state un fiasco. Il 15,72% di voti ricevuti il 25 maggio sono il peggior risultato dal 2002, e all’interno del partito sta montando la rivolta nei confronti di una presidenza che non sembra capire di avere fatto il suo tempo. Appena sei mesi fa, nel congresso del dicembre scorso, Robert Fico prometteva di voler preparare il partito per vincere anche le elezioni politiche del 2020, un appuntamento che cade tra meno di un anno e sul quale le previsioni sono quanto meno confuse dopo la crescita improvvisa dei progressisti di centro della coalizione PS-Spolu che ha vinto le europee con il 20,11% e che appena due mesi fa ha mandato sulla poltrona di presidente della Repubblica una sua rappresentante, Zuzana Čaputová, che si insedierà il 15 giugno. Un certo numero di delegati Smer-SD della Slovacchia orientale non ha intenzione di aspettare il prossimo congresso a fine anno per regolare i conti all’interno dei socialdemocratici, e hanno chiesto con una lettera le dimissioni di Fico e Kaliňák augurandosi che il premier Peter Pellegrini diventi presidente.

Proprio Pellegrini, che chiede da tempo un chiarimento all’interno del partito, e che ha ventilato la possibilità di lasciarlo se trovasse le porte chiuse, è risultato la prima scelta degli elettori socialdemocratici come prossimo premier in un sondaggio reso pubblico pochi giorni fa, ed ha ricevuto il sostegno del 15% del campione di elettori di tutti gli orientamenti per essere a capo del governo che uscirà dal voto del 2020. Martedì, dopo la riunione di governo, Pellegrini ha dichiarato di non aver ancora discusso della situazione nel partito con il leader Robert Fico e che per ora nulla cambia dentro Smer-SD.

Ma ci sono anche altri membri di rilievo di Smer che attendono una riunione della presidenza: tra questi il ministro dell’Interno Denisa Saková e il vice premier per gli Investimenti e l’Informatizzazione Richard Raši, il quale secondo Tasr ha detto di avere incontrato nel fine settimana Monika Smolková, l’eurodeputata a capo della fronda dell’Est Slovacchia che ha redatto la lettera di protesta. Raši, che è stato sindaco di Košice per due mandati, ha aggiungo di voler incontrare i membri di Smer insoddisfatti della regione di Košice la prossima settimana.

(La Redazione)

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