Due terzi dei bambini Rom non frequentano le scuole materne

Solo un bambino Rom su tre frequenta la scuola materna in Slovacchia. Lo ha detto lunedì il plenipotenziario del governo per la comunità rom Ábel Ravasz, notando che i paesi confinanti hanno risolto il problema introducendo la frequenza prescolastica obbligatoria, una misura che anche la Slovacchia dovrà adottare. Ravasz, insieme con l’associazione civica eduRoma e l’Istituto slovacco di governance, sta avviando un progetto per rafforzare le capacità professionali del personale delle strutture di educazione prescolare. Il risultato del progetto sarà una mappatura dei comuni slovacchi sulla gestione delle scuole materne, in modo da aiutare le municipalità a migliorare ed estendere l’istruzione prescolare obbligatoria soprattuto per i bambini Rom provenienti da ambienti socialmente svantaggiati.

Secondo i dati del 2016  dell’Agenzia europea per i diritti umani solo il 34% circa dei bambini Rom frequentano la scuola materna, rispetto al 77% dei bambini non Rom di età compresa tra 4 anni e l’età dell’obbligo scolastico. L’Agenzia sottolinea l’importanza dell’istruzione prescolastica sia nel successo generale del sistema educativo, sia nel miglioramento del mercato del lavoro.

In maggio il Parlamento ha approvato in prima lettura una proposta per introdurre la frequenza prescolastica obbligatoria per ogni bambino di 5 anni. La legge potrebbe essere approvata definitivamente nella sessione parlamentare di giugno. Tuttavia, l’espansione dell’istruzione pre-primaria richiederà, da parte dei comuni e delle città slovacche, che gestiscono asili nido e scuole materne, non solo un aumento delle capacità di strutture, ma anche capacità professionali degli insegnanti e del personale non docente.

(Red)

Foto minv.sk

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