2 giugno: la storia della Festa della Repubblica Italiana

Ricorreva ieri in Italia la Festa della Repubblica. Il capo dello Stato Sergio Mattarella ha dato il via alle celebrazioni con queste parole: «Ricorre oggi la data di fondazione della Repubblica: la festa degli italiani. Sono stati, questi, settantatre anni di pace per il nostro Paese, garantiti dai valori di libertà, giustizia e democrazia su cui si fonda la nostra Carta costituzionale, riferimento per ogni cittadino e guida per chiunque sia chiamato a responsabilità a favore della collettività». L’omaggio del presidente al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria a Roma, suggellato da un passaggio delle Frecce Tricolori, ha aperto la giornata prima della tradizionale parata militare ai Fori imperiali, alla presenza delle più alte cariche dello Stato. Nel pomeriggio, Mattarella ha accolto migliaia di cittadini nei Giardini del Quirinale, per l’occasione aperti a tutti.

(Red)



La Storia

Il 2 giugno 1946 l’Italia votò per il referendum istituzionale e per l’Assemblea Costituente. Per la prima volta votarono anche le donne. In realtà, le urne rimasero aperte anche il giorno successivo e solo il 10 giugno la Corte di Cassazione dichiarò che tra monarchia e repubblica aveva vinto la seconda. La repubblica venne proclamata in via definitiva il 18 giugno, dopo l’esilio di re Umberto di Savoia e della famiglia reale in Portogallo.

Il 2 giugno del 1947 si celebrò per la prima volta la Festa della Repubblica. Nel 1948 si organizzò la parata in via dei Fori Imperiali. Nel 1949 l’allora presidente Luigi Einaudi stabilì il cerimoniale. Il capo dello Stato passava in rassegna le Forze armate in Piazza Venezia, di fronte al Vittoriano, e poi deponeva una corona d’alloo al Milite Ignoto. Lo stesso anno, l’ingresso nella Nato che segnava il ritorno dell’Italia a una situazione di piena sovranità venne festeggiato con 10 celebrazioni in contemporanea in tutto il Paese. Il 2 giugno del 1961 per festeggiare i 100 anni dell’Unità del Paese la manifestazione non si tenne a Roma ma a Torino, prima Capitale. Nel 1963 la parata venne rinviata al 4 novembre, giornata della Forze Armate, in riguardo alle condizioni di salute di Papa Giovanni XXIII, che morì il 3 giugno.

Nel 1965 per i 50 anni dall’entrata dell’Italia nella Grande Guerra a Roma vennero fatti sfilare anche gli stendardi delle unità militari che avevano preso parte al conflitto ma erano state soppresse. Nel 1976 la parata fu nuovamente rinviata, dopo il terremoto in Friuli. E nel clima di austerity imposto dalla crisi economica degli Anni 70, il 5 marzo 1977 venne deciso di spostare la ricorrenza alla prima domenica di giugno, per recuperare un giorno lavorativo. Sempre per motivi di bilancio la stessa sfilata fu poi soppressa e sostituita da una manifestazione delle Forze Armate in Piazza Venezia. Ripresa per qualche anno, dal 1989 venne limitata a una cerimonia all’Altare della Patria. Fu Carlo Azeglio Ciampi a voler riprristinare i simboli nazionali anche in risposta a una polemica anti-unitaria e anti-risorgimentale che dalla Lega Nord aveva iniziato a contagiare un po’ tutto l’arco politico. Nel 2000 Ciampi reintrodusse la parata.

(Fonte Babilon/Osservatorio Oltrefrontiera, pubblicato su Lettera43)

Foto Quirinale.it

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