Dopo mille polemiche, Bratislava rinnova la concessione all’Ambasciata Usa

La recinzione della discordia. Carte bollate, denunce, ordinanze comunali, accuse reciproche. Per un contenzioso durato anni. Poi, nella giornata di ieri, l’accordo. Dal sapore di svolta: il Comune di Bratislava, come rilanciato dall’agenzia di stampa Sita, ha rinnovato il contratto di affitto all’Ambasciata degli Stati Uniti, che pagherà oltre 480mila euro all’anno per il terreno su cui sorgono le barriere di protezione, da più parti oggetto di contestazione negli ultimi tempi. Nel dettaglio, l’accordo è stato firmato per i prossimi sei anni e prevede che l’Ambasciata paghi ogni anno 481,070 euro, di cui il 25% al municipio della Città Vecchia e il restante 75% al Comune della capitale. Successivamente, sempre secondo quanto riportato da SITA, l’Ambasciata avrà l’opzione di estendere il contratto per ulteriori tre anni, ma solo se presenterà, almeno due mesi prima della scadenza, un valido permesso per la costruzione di una nuova location per la propria sede diplomatica. La soluzione è stata trovata nel corso della riunione di ieri del nuovo Consiglio comunale della capitale e pone fine, almeno per il momento, a una lunga diatriba.

L’Ambasciata USA occupa il palazzo di piazza Hviezdoslavovo da circa un quarto di secolo e dal 2005 paga l’affitto anche per il terreno antistante, di proprietà comunale. E proprio su quel terreno, 1.300 metri quadrati di suolo pubblico, sorge una recinzione eretta per motivi di sicurezza dopo gli attacchi terroristici del settembre 2001 a New York. Barriere protettive che hanno sollevato una levata di scudi da più parti, con sempre più esplicite richieste di rimozione. A detta dei critici, infatti, quel recinto sarebbe come un pugno nell’occhio per il centro storico della città. Posizioni, queste, sostenute anche dall’Amministrazione cittadina, tanto che nel 2016, alla scadenza del contratto di affitto, il Comune di Bratislava ha ripetutamente respinto le proposte di rinnovo dell’Ambasciata che, dal canto suo, ha sempre rifiutato di rinunciare alla recinzione, richiamandosi ad accordi sulla sicurezza firmati con Bratislava e alla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Un contenzioso durato a lungo, fino all’avvio di negoziati per il trasferimento dell’Ambasciata in altra sede e l’auspicio dell’ex sindaco Ivo Nesrovnal perché si arrivi presto a una decisione. In realtà, però, l’ipotesi del trasferimento non è mai decollata fino in fondo. Anzi. L’Ambasciata è rimasta al suo posto e la contestata recinzione pure. Poi, ieri, la svolta, sostenuta dalla nuova amministrazione comunale guidata dal sindaco Matuš Vallo, eletto lo scorso novembre. Almeno per i prossimi sei anni, probabilmente, le barriere protettive rimarranno. Ma frutteranno le casse cittadine quasi mezzo milione di euro all’anno.

(Francesco Pizzigallo)

Foto Jozef Kotulič cc by, Wizzard CC0

 

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