Firenze, agli Uffizi 14 nuove sale con Tiziano, Tintoretto e capolavori dai depositi

105 opere esposte nelle nuove sale al primo piano della Galleria degli Uffizi: il nuovo allestimento ricolloca i grandi capolavori del Cinquecento come la “Venere di Urbino” di Tiziano e “Leda e il Cigno” del Tintoretto accanto ai maestri del Rinascimento veneziano e della scuola fiorentina, ed espone oltre trenta opere che per decenni sono rimaste chiuse nei depositi.

Gli Uffizi hanno inaugurato un vero e proprio “museo nel museo”: il Direttore Eike Schmidt ha descritto così l’apertura, il 29 maggio, di 14 nuove sale situate al primo piano della Galleria. Mille e cento metri quadrati di esposizione interamente dedicati ai maestri veneti e fiorentini del Cinquecento e del primo Seicento. Oltre cento le opere esposte, buona parte delle quali tornano visibili al pubblico dopo anni di permanenza nei depositi: Tiziano, Tintoretto, Vasari ed El Greco, ma anche i maestri fiamminghi come Bruegel il Vecchio e Denjis Calvaert, e una donna, Lavinia Fontana.

Dai depositi, la Caduta degli Angeli e la Madonna del Popolo

In totale, sono ben 105 le opere che hanno trovato una nuova collocazione all’interno delle sale del primo piano degli Uffizi: circa un terzo di queste tornano ad essere esposte al pubblico dopo anni. Fra i grandi ritorni anche quello della “Caduta degli angeli ribelli” di Andrea Commodi: si tratta di una bozza di un affresco mai eseguito che, nonostante il carattere preparatorio, conserva una forza e un’espressività fuori dal comune. Il disegno doveva costituire il preludio alla realizzazione della cappella di papa Paolo V nel palazzo del Quirinale: dopo anni quest’opera, paragonata per bellezza al Giudizio Universale di Michelangelo, torna ad essere visibile nello Studiolo della Controriforma.

Madonna del popolo, Federico Barocci (1579)

Attesissima e di grande rilievo anche la riesposizione, dopo dieci anni di permanenza in deposito, della “Madonna del Popolo” dell’urbinate Federico Barocci: quest’opera, uno degli esempi più alti dell’arte della Controriforma, viene esposta di nuovo al pubblico nella grande Sala del Pilastro dove, accanto ad un’altra opera del Barocci e ad altri artisti toscani e veronesi, spicca il nome di una donna: la bolognese Lavinia Fontana, quasi contemporanea della ben più famosa Artemisia Gentileschi, con l’“Apparizione di Cristo alla Madonna” del 1581.

Tiziano, Tintoretto e Veronese: i grandi maestri

Leda e il cigno, Tintoretto (1500)

Oltre alle sale “tematiche” che riuniscono in ambienti contigui il Rinascimento veneziano e la scuola fiorentina, il “classicismo” e l’arte della Controriforma, alcune sale scelgono di privilegiare lo sguardo su alcuni fra i più grandi artisti del Cinquecento e Seicento: una piccola sala è stata riservata a El Greco, con l’opera “I Santi Giovanni Evangelista e Francesco d’Assisi”, mentre un’altra indaga la figura di Agnolo di Cosimo, detto “Il Bronzino”, con “Pigmalione e Galatea”, il “Compianto sul Cristo morto” e “I diecimila martiri”.

Ma i grandi protagonisti sono senza dubbio il Tintoretto, del quale è possibile ammirare capolavori come “Leda e il cigno”, il “Sacrificio di Isacco” e “Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre”, e il Veronese: al pittore della scuola veneziana è dedicata la sala omonima, che espone “Ester e Assuero”, l’“Annunciazione” e il “Martirio di Santa Giustina”.

Annunciazione, Veronese (1556)

Uno spazio di grande rilievo è stato, infine, riservato a Tiziano: la sua celebre “Venere di Urbino” è stata ricollocata in uno spazio indipendente, dove è possibile ammirarla in tutta la sua bellezza. Ad affiancare il capolavoro commissionato dalla famiglia Della Rovere e giunto a Firenze a seguito del matrimonio di Vittoria con Ferdinando II de’ Medici, altri due dipinti: uno sempre di Tiziano, “Flora”, e un ritratto femminile di Sebastiano del Piombo, conosciuto come “Fornarina”. Ma il nome di Tiziano compare anche in molte altre delle sale del nuovo piano degli Uffizi: nell’Anticamera di Venere è esposto “Venere e Cupido con cagnolino e pernice”, mentre nella sala dedicata al Naturalismo veneziano è presente il “Ritratto postumo di Caterina Corner come Santa Caterina d’Alessandria”. E ancora, il “Ritratto virile” e quello del Cavaliere di Malta nella Sala del Guerriero di Giorgione, e la “Madonna delle Rose” e il “Cristo Risorto” nella Cappellina Veneziana.

(Federica D’Alfonso, Fanpage cc by nc nd)

Foto Mleveill CC0

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