Lavori per il nuovo ponte sul Danubio a Komárno. Apertura prevista nel 2020

Il ministro dei Trasporti e Costruzioni slovacco Arpád Érsek (Most-Hid) ha visitato ieri insieme al ministro ungherese dell’Innovazione e Tecnologia László Palkovics il cantiere del nuovo ponte sul Danubio a Komárno. L’infrastruttura, che collegherà la città slovacca con la dirimpettaia ungherese Komárom (che ai tempi del Regno d’Ungheria formavano una singola città su entrambe le sponde del fiume), è un progetto congiunto dei due paesi finanziato con fondi UE. Dopo l’avvio dei lavori inaugurato nell’ottobre 2017 dai primi ministri Fico e Orban, il progetto ha suibito un certo ritardo, tanto che al momento sono stati eretti appena due brevi tronconi sulle due rive del fiume. Ma oggi, assicura il ministro Érsek, l’opera è in pieno svolgimento e «faremo tutto il possibile per aprirlo al pubblico il prossimo anno».

Attualmente, l’unico ponte esistente per recarsi in auto da una sponda all’altra del Danubio è lo storico ponte Elizabeth in acciaio risalente al 1892. C’è poi un ponte ferroviario, originariamente aperto nel 1910 e riaperto nel 1955 dopo essere stato distrutto dai nazisti nel corso della seconda guerra mondiale.

La nuova infrastruttura sarà un ponte asimmetrico con un solo pilone di circa 90 metri, da cui si dipartono i cavi di sospensione per sostenere l’asse stradale tra le due isole artificiali sulle quali saranno innalzati i pilastri del ponte. Il traffico pesante sarà interamente dirottato sul ponte in costruzione, in modo da evitare l’attraversamento, come avviene oggi, del centro delle città sulle due sponde. Sulla riva slovacca saranno costruite rampe di accesso al ponte a due corsie per circa 600 metri, che con una rotatoria saranno collegate alle strada I/63.

L’accordo intergovernativo slovacco-ungherese sulla costruzione del ponte fu firmato nel 2012, e i permessi di costruzione per entrambe le parti sono stati emessi nel 2014. Il cantiere è stato aperto nel mese di agosto 2017. Il costo totale del progetto iscritto a bilancio è di oltre 117 milioni di euro, in gran parte finanziati con il contributo del meccanismo finanziario dell’UE Connecting Europe Facility (CEF). La Slovacchia avrà a disposizione del CEF oltre 47 milioni di euro, e l’Ungheria altri 52 milioni di euro.

Anche un altro ponte sul fiume Ipeľ
I due ministri hanno poi firmato un accordo congiunto per la costruzione di un altro ponte transfrontaliero sul fiume Ipeľ, che collegherà gli abitati di Ipeľský Předmostí sulla riva slovacca (distretto di Veľký Krtíš, regione di Banská Bystrica) e Drégelypalánk su quella ungherese. Questa struttura andrà a sostituire il ponte distrutto durante la seconda guerra mondiale, e sarà progettato per il trasporto di autovetture e mezzi commerciali fino a 3,5 tonnellate, con corsie per la mobilità ciclopedonale. La Slovachia stima per l’opera un costo di 1,27 milioni di euro di sua competenza, il cui finanziamento è pianificato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Repubblica Slovacca – Ungheria 2014-2020, oltre a un contributo statale e a risorse della regione autonoma di Banská Bystrica.

(La Redazione)

Foto MinDopSSC

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