Il partito KDH contesta il sistema di assegnazione dei seggi in Europa

Il Movimento cristiano-democratico (KDH) sta considerando la possibilità di presentare una mozione alla Corte costituzionale per contestare il fatto che il partito potrà ottenere un secondo seggio al Parlamento europeo soltanto se e quando avrà luogo la Brexit. KDH ha ricevuto il 9,69% dei voti alle elezioni di sabato 25 maggio, divenendo il quarto partito in Slovacchia. La direzione del partito non ritiene corretto che i liberali di Libertà e Solidarietà (SaS), che hanno avuto meno voti (il 9,62%) avranno fin da subito i loro due seggi all’Europarlamento.

Secondo una proposta di legge approvata in Parlamento a gennaio, i seggi vengono assegnati in base alla divisione del numero totale di voti espressi nelle elezioni per il numero di seggi assegnati alla Slovacchia dopo la Brexit (quattordici, contro i tredici dell’ultima legislatura). Questo sistema produce un numero su base nazionale che serve come ulteriore divisore per il numero totale di voti ricevuti dai singoli partiti. Il seggio subordinato alla Brexit va al partito o coalizione che ha il resto più basso prodotto dalla divisione, in questo caso a KDH, la cui candidata Miriam Lexmann deve aspettare che si liberi il posto al Parlamento europeo dopo l’uscita del Regno Unito dall’UE. Cosa che peraltro, per come si sono messe le cose nelle ultime settimane, non è affatto cosa breve o scontata. I cristiano-democratici contestano dunque il risultato dell’emendamento alla legge elettorale. I nuovi deputati europei eletti dovranno giurare all’inizio di luglio.

(Red)

Foto FB/KDH

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