Smer-SD: l’ex Viliam Jasaň rinuncia a entrare in Parlamento come sostituto di Číž

 

Il partito Smer-SD ha sventato un potenziale nuovo scandalo. Il politico Viliam Jasaň, tristemente noto per le sue connessioni messe in luce un anno fa con l’imprenditore calabrese legato alla ‘ndrangheta Antonino Vadalà, che avrebbe dovuto prendere al Parlamento nazionale il posto di Miroslav Číž eletto al Parlamento europeo, ha annunciato con una lettera al suo partito Smer-SD che rinuncia alla carica. Lo ha confermato oggi il portavoce dei socialdemocratici slovacchi. Alle elezioni parlamentari del 2016 Jasaň, che aveva una posizione rilevante nel partito nel distretto di Bratislava-Petržalka, era risultato tra i primi non eletti di Smer-SD, ed ora sarebbe arrivato il suo turno per entrare nel Consiglio nazionale della Repubblica Slovacca. Per ovvie ragioni di opportunità, e con risultati molto deludenti alle elezioni europee di sabato scorso, Smer ha dunque evitato un nuovo conflitto politico a tutto campo, in cui sarebbe apparso a gran parte dei cittadini dalla parte sbagliata – ancora una volta. Dall’omicidio di Jan Kuciak nel febbraio 2018 lo Smer ne ha imbroccate poche, ma almeno questa è stata una decisione saggia.

Dopo la mancata conferma in Parlamento nel 2016 a Viliam Jasaň era stata concessa dal primo ministro Robert Fico (capo di Smer-SD) una poltrona di grande rilievo: segretario generale del Consiglio di sicurezza del governo slovacco. Un incarico estremamente delicato per la sicurezza nazionale, a contatto con i dossier più segreti e sensibili del paese, che Jasaň occupava grazie alla concessione di un nullaosta di sicurezza di livello massimo, nonostante i suoi trascorsi rapporti con Vadalà e i suoi compari nell’est della Slovacchia. E malgrado il fatto che la sua società di sicurezza privata Prodest fosse stata “monitorata” dall’intelligence slovacca nel 2017. Jasaň aveva ceduto la società a Pietro Catroppa, uomo dell’entourage di Vadalà, con cui il figlio dell’ex parlamentare ha continuato anche in seguito a fare affari. Troppe coincidenze perché nessuno si facesse delle domande, e prendesse dei provvedimenti.

Per di più, Jasaň da deputato aveva avuto come assistente parlamentare quella Mária Trošková che di Vadalà era stata anche socia in affari e presumibilmente anche l’amante, per poi essere promossa a consigliere personale di Robert Fico, anch’essa con accesso ai segreti del governo slovacco. In questo caso, tuttavia, Trošková non aveva nessun nullaosta di sicurezza. Ma il dettaglio non ha fatto desistire Robert Fico dal portarla con sé negli incontri più delicati, e farla presenziare perfino in una ristretta riunione a Berlino con Angela Merkel.

Sia Jasaň che Trošková si erano visti costretti a lasciare i propri posti dopo l’omicidio del giornalista Ján Kuciak e della sua fidanzata Martina Kušnírová.

(La Redazione)

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