Le elezioni in Slovacchia: vince col 20% la coalizione Progresivne Slovensko-Spolu

La coalizione Progresivne Slovensko-Spolu ha compiuto il prodigio. Da ultimi arrivati nell’agone politico, nati da meno di due anni, i due partiti hanno raccolto il testimone della destra litigiosa vista negli ultimi anni, incapace di allearsi e creare una vera alternativa ai socialdemocratici di Smer, e abbastanza a sorpresa hanno vinto le elezioni europee, trascinando alle urne anche una maggior quota di slovacchi reticenti, sull’onda della vittoria recentissima della candidata Zuzana Čaputová alle presidenziali di marzo.

Spájanie je najlepšia šanca na zmenu pre Slovensko

Michal Truban: Chcel by som poďakovať tým 198 225 voličom, ktorí odovzdali hlas nám a ukázali, že chcú jasnú proeurópsku silu, ktorá bude zastupovať ich záujmy a prinesie skutočne európske Slovensko.Tieto voľby ukázali, že spájanie je najlepšia šanca na zmenu pre Slovensko. Boli by sme radi, keby aj ďalšie strany pochopili, že ľudia chcú spoluprácu a týmto by som bol aj rád, keby aj Andrej Kiska sa k takejto spolupráci pridal.

Uverejnil používateľ Progresívne Slovensko Pondelok 27. mája 2019

Alle elezioni per il Parlamento europeo la coalizione PS-Spolu ha ottenuto il 20,11%, staccando di quasi cinque punti uno Smer-SD col fiato corto, che non perdeva dal 2002. Nel ventennale della sua fondazione, solo il 15,72% degli elettori ha votato per il partito di Robert Fico, che appena poche settimane fa veniva dato ancora intorno al 20% e che nel 2012 aveva avuto un successo tale da permettersi di governare da solo. Un declino inevitabile dopo il comportamento del partito e del suo leader in seguito all’omicidio del giornalista Jan Kuciak e alle accuse di collusione con la mafia italiana. Al terzo posto gli estremisti di LSNS, con il 12,07%, un risultato certo lusinghiero ma ancora non troppo preoccupante. Anche altri tre partiti hanno superato la soglia di sbarramento del 5% e ottengono poltrone al Parlamento europeo: il Movimento critstiano-democratico (KDH) passa con il 9,69%, i liberali di SaS sono in flessione al 9,62% e Gente comune e Personalità indipendenti (OLaNO) registra un calo significativo al 5,25%. Delusione per i partiti di governo Most-Hid e SNS, entrambi finiti sotto la soglia minima e con risultati decisamente modesti. Il primo paga senz’altro l’alleanza con Smer-SD in questa legislatura, e lo si vede anche dal fatto che è stato superato dal suo avversario storico, il Partito della comunità ungherese (SMK), che ha sfiorato il 5%, mentre per il secondo potrebbe esserci dietro un rigetto alle politiche filorusse della sua dirigenza. In un comunicato stampa, tuttavia, SNS scrive che presumibilmente a tradire il partito sono stati dei “patrioti” che si sono lasciati convincere dalle sirene degli estremisti di LSNS, sprecando i propri voti.

Questi i 14 deputati slovacchi eletti al Parlamento europeo: Milan Simecka, Vladimir Bilcik, Michal Wiezik e Martin Hojsik  per la coalizione PS-Splu. Monika Benova, Miroslav Ciz, Robert Hajsel sono i tre deputati per Smer-SD, uno in meno di cinque anni fa. New entry assolute sono le poltrone ottenuto dal Partito popolare Nostra Slovacchia (LSNS) di estrema destra per il vicepresidente del partito Milan Uhrik e Miroslav Radacovsky. Per quanto riguarda KDH si tratta di un ritorno alla politica vera, dopo essere rimasto fuori dal Parlamento nazionale slovacco: vanno a Strasburgo Ivan Stefanec, già capo del gruppo slovacco all’Europarlamento, e Miriam Lexmann. Lucia Duris Nicholsonova (attuale vice presidente del Parlamento slovacco che sarà necessario rimpiazzare) ed Eugen Jurzyca sono gli eletti liberali del partito Libertà e Solidarietà (SaS) e Peter Pollak, ex plenipotenziario del governo per le comunità rom diventa parlamentare europeo per OLaNO). Pur eletta, la Lexmann – che è il deputato numero 14 della Slovacchia – potrà giurare e prendere il suo posto al Parlamento europeo solo quando la Gran Bretagna lascerà l’UE.

Questa volta gli elettori slovacchi si sono sforzati un po’ di più rispetto all’ultima tornata nel 2014, e l’affluenza alle urne è stata del 22,74%. Sempre il risultato peggiore della UE, ma molto meglio del 13% dell’ultima volta.

(La Redazione)

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