Pellegrini: molti investimenti in ospedali, entro il 2024 il nuovo Rázsochy a Bratislava

Settimana scorsa il primo ministro Peter Pellegrini e la ministra della Salute Andrea Kalavská (entrambi nominati del partito Smer-SD) hanno incontrato i dirigenti degli ospedali statali in Slovacchia, e discusso con loro dello stato degli edifici delle strutture sanitarie. Sebbene ci siano diverse carenze, a partire da quelle estetiche e tecniche, «non dobbiamo permettere» che questo metta in ombra «l’enorme mole di lavoro e gli ingenti investimenti fatti nella sanità slovacca negli ultimi mesi», ha detto Pellegrini dopo la riunione, sottolineando che gli investimenti sono i più alti mai fatti nella storia della Slovacchia. Il primo ministro ha citato tra gli esempi la costruzione di ospedali a Martin, Banská Bystrica e Bratislava, e anche il miglioramento di numerose attrezzature ospedaliere in cliniche e nosocomi, cose di cui a suo parere si parla poco.

Premier e ministro hanno ricevuto recentemente un libro preparato da studenti con fotografie degli ospedali slovacchi, rappresentando spesso uno stato fatiscente della sanità pubblica. Il governo è cosciente della situazione non facile, e il ministro Kalavská ha dichiarato che entro la fine del suo mandato (nel marzo 2020) avrebbe cercato di eliminare le carenze per le quali si scusava. Pellegrini, sfogliando il libro, era inorridito. Adesso dice che oggi un certo numero di quelle immagini non sono più aggiornate, ma è necessario aumentare il ritmo di ristrutturazioni, anche perché a volte un piccolo restauro cosmetico aiuta la gente a fidarsi di più delle strutture sanitarie di Stato.

Nel frattempo sembra che i lavori di abbattimento dello scheletro dell’ospedale Rázsochy (foto sopra e sotto) a Bratislava dovrebbero essere avviati da Metrostav entro giugno, il cui sito deve essere liberato per l’erezione di un nuovo nosocomio nella capitale, questione ferma da tempo, per il cui progetto sarà annunciato a breve un concorso pubblico, dice Kalavská. Nell’area interessata, che si trova nel distretto di Lamač a nord-ovest della città, sarà costruito un nuovo ospedale universitario, con la posa della prima pietra entro un anno, secondo Kalavská, e la messa in funzione possibilmente entro la prossima legislatura, ha chiosato Pellegrini, presumibilmente il 2024.

La demolizione sarebbe dovuta iniziare lo scorso autunno, ma l’operazione è stata ritardata da un reclamo all’Ufficio degli appalti pubblici della società bergamasca Despe, che contestava la scelta del vincitore dell’appalto. Nella ripetizione della gara, Despe ha offerto insieme alla slovacca Doprastav di fare i lavori per 10,66 milioni di euro, riciclando il 71% del materiale. A vincere la gara era stato un consorzio, composto da Metrostav e Mrozek per 10,69 milioni, che afferma di poter riciclare il 100% dei materiali di risulta, una quota che Despe contesta come non veritiero, dato che nella costruzione sono presenti, tra l’altro, anche materiali speciali e pericolosi.

Non lontano da Rázsochy, nella zona di Bory, è in costruzione anche un ospedale privato della catena Svet Zdravia costruito dal gruppo finanziario Penta, che di recente sembrava che il governo potesse aver voglia di comprarsi come potenziale “piano B” per uscire dal dilemma Rázsochy che si trascina ormai da decenni. Pellegrini aveva intenzione di incontrare in aprile diverse parti interessate, inclusa la direzione della società Penta, per discutere dell’opportunità o meno di perseguire questa idea per devere in funzione al più presto un nuovo ospedale statale. Ma poi la cosa è sfumata, e Penta ha dichiarato che non avrebbe venduto la struttura allo Stato. Pellegrini ha commentato l’incontro dicendo che il gruppo finanziario, con cui il suo partito ha avuto in passato rapporti burrascosi (come quando una dozzina di anni fa annullò la vendita proprio a Penta dell’aeroporto della capitale), ha fatto dichiarazioni di un’arroganza unica e che il dialogo poteva dirsi concluso. «Lo stato andrà per la sua strada», aveva detto alla fine di aprile, sottolineando il fatto che del resto la dimensione dell’ospedale privato è insufficiente per le necessità di un nuovo ospedale statale universitario. L’ospedale di Penta, la cui costruzione stimata in oltre 200 milioni di euro è iniziata l’estate scorsa per una apertura prevista nella seconda metà del 2021.

All’inizio degli anni ’80, gli ultimi del regime comunista, si cominciò la costruzione di un ospedale nella zona Rázsochy, un progetto incompiuto abbandonato definitivamente nel 2003, e di cui oggi rimane rimane solo uno scheletro ammuffito, costato ben 33 milioni di euro. Ora ne serviranno un’altra dozzina solo per smantellarlo. L’idea di costruire lì un ospedale era stata rivalutata dal primo governo Fico (2006-2010), ma poi più tardi si cambiò location preferendo la zona Patrónka, sullo stesso asse ma più vicina alla città, idea in seguito abbandonata dal secondo governo Fico (2012-2016). Il terzo governo Fico (2016-2018) si era impegnato a far sì che la nuova struttura sanitaria potesse essere costruita e funzionare prima della fine della corrente legislatura, nella primavera del 2020. Evidentemente, ancora una volta i conti sono stati sbagliati.

(La Redazione)

Foto Pxhere CC0Bing Maps
Andrej Bugar / Google Photo

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