Dov’è l’ambiente nella campagna per le europee?

Le politiche improntate all’ecologia e alla sostenibilità sono fra le preoccupazioni principali dei cittadini europei. Ma nel dibattito politico che precede le elezioni del 26 maggio questi temi non hanno lo spazio che meritano. (Sergio Cebrián for VoxEurop).

È successo in molte città europee: giovani – e meno giovani – hanno manifestato contro l’emergenza climatica: si tratta di ragazzi che vedono i cambiamenti climatici come una realtà, persone che sentono che il loro futuro è in pericolo e questo a causa dell’indifferenza  e dell’incapacità dei governi di prendere iniziative comuni e chiare.E non perché l’interesse dei cittadini europei sia limitato agli slogan di qualche manciata di studenti scesi in strada a protestare, al contrario. Secondo i dati dell’ultimo sondaggio commissionato dal quotidiano El País, il clima è al secondo posto tra le preoccupazioni degli europei. Per il 29% degli intervistati il clima è la sfida principale che deve affrontare l’Ue, subito dopo l’immigrazione (al primo posto per il 35% degli europei).

Lo si evince chiaramente anche dal sondaggio condotto da VoxEurop per l’iniziativa WeEuropeans e pubblicato sul sito web francesemake.org (in Spagna con la partecipazione della Fundación Civio), durante il quale abbiamo sottoposto ai partiti politici varie proposte avanzate dagli 1,7 milioni di cittadini europei intervistati. Fra le 10 proposte più votate, ben 4  riguardano i temi dell’ecologia e della sostenibilità. E i partiti, almeno sulla carta, le hanno appoggiate quasi tutte, con ovvi distinguo a seconda del proprio orientamento ideologico.

Ma se guardiamo la campagna elettorale queste proposte – che per natura dovrebbero essere al centro del dibattito europeo – passano praticamente sotto silenzio.

E questo succede pochi giorni dopo che un rapporto a cura del WWF e del Global Footprint Network ha reso noto che l’Unione europea è entrata in “deficit ecologico” proprio il giorno di apertura della campagna elettorale per le europee: il 10 maggio. Cosa significa? L’Unione europea ha consumato le risorse planetarie a sua disposizione, calcolate sulla base della  sua grandezza e capienza: ogni anno, infatti, noi europei consumiamo le risorse di 2,8 pianeti.

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Illustraz. PS/B.Slovacchia

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