Intervista a Toto Cutugno: “L’italiano di oggi è diverso, ma ha la stessa faccia… da italiano”

«Però, buono questo caffè. Lo fanno bene qui». Una camicia, una sigaretta, un sofà e… una tazzina rigorosamente tra le mani. Il pre-concerto di Toto Cutugno è da ̏ italiano vero˝. La forza d’animo di chi ha saputo superare il percorso a ostacoli della vita. L’umiltà che va oltre il successo. E il sorriso stampato sulle labbra, a rendere le sue parole una melodia di gentilezza e carisma, a fare di una intervista una piacevole chiacchierata. Dandosi del tu. A tutto campo. In esclusiva per i lettori di Buongiorno Slovacchia, media partner del concerto di Bratislava.

Ambasciatore della cultura musciale italiana nel mondo. Il Toto Cutugno artista non ha bisogno di presentazioni. Chi è, invece, il Toto Cutugno uomo?

«Se c’è una cosa di cui vado fiero è la mia coerenza. Sono sincero e odio l’ipocrisia. Dico sempre quello che penso, a volte anche pagando. Ma questo fa parte del mio carattere. Sono una persona molto onesta, mi piace rispettare gli altri, però mi devono rispettare».

C’è chi dice che Cutugno ha un carattere un po’ burbero. Vero?

«Dipende da chi ho di fronte. Posso essere anche burbero, perché fondamentalmente sono un timidone, allora se c’è una persona che mi aggredisce, devo rispondere alla stessa maniera. Altrimenti sono di una gentilezza pazzesca, perché amo le persone. Quando faccio un concerto e vedo che la gente risponde, io sono la persona più felice del mondo».

A proposito di gente che risponde, qui in Slovacchia, così come in tanti Paesi del mondo, Toto Cutugno riscuote un successo incredibile, forse addirittua maggiore di quello riscosso in Italia. In qualche modo, dal tuo punto di vista, ti senti o ti sei sentito trascurato o bistrattato dal tuo Paese?

«Quello che hai detto è… la Bibbia. Tutto giusto, concordo con te. Sono italiano e amo l’Italia in una maniera pazzesca. Ma qualche volta penso anch’io quello che hai detto e mi dispiace moltissimo. Probabilmente oggi si ascolta musica diversa, pensiamo al rap. La melodia è un po’ messa da parte, ma quando una melodia c’è, arriva anche ai ragazzi».

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Nel 1990 hai vinto l’Eurofestival a Zagabria con la canzone Insieme 1992, ispirata al sogno di una Europa libera e unita. Che canzone ti sentiresti di dedicare alla Slovacchia?

«Esattamente la stessa canzone, perché adesso la Slovacchia fa parte dell’Europa. Non so, forse sono contenti o forse no… Noi italiani non siamo tanto contenti».


Foto sotto: un ritratto di Cutugno con il numero due dell’Ambasciata d’Italia, Francesco Corsaro

È stato un onore incontrare Toto Cutugno, autentico ambasciatore della musica italiana in Slovacchia e nel mondo. Grazie Maestro!

Uverejnil používateľ Ambasciata d'Italia a Bratislava – Slovacchia Sobota 18. mája 2019

Parlando di Europa, tra poco ci saranno le elezioni Europee, ma Toto Cutugno si dichiara apolitico, giusto?

«Vero, sono apolitico, ma mi piacerebbe che i politici italiani facessero delle cose importante per noi italiani. Non tanto per me, io sto bene e non mi manca nulla, ma soprattutto per la gente che non riesce ad arrivare a fine mese».

Tornando alla musica, qui in Slovacchia anche chi non parla la lingua italiana, conosce spesso a memoria almeno il ritornello de L’Italiano. Come nasce questa canzone?

«In Canada. Eravamo a fare un concerto a Toronto. Finito il concerto, volevo salutare gli spettatori e chiesi di accendere le luci. Guarda, in quel momenti, vidi 3500 persone con la faccia da italiano. Allora mi dissi: devo scrivere una canzone per loro. Pensai di chiamarla Con quella faccia da italiano. E indicai il volto di una persona che era davanti a me. Al ristorante, dopo quel concerto, presi una chitarra tra le mani, misi un La minore e cominciai a canticchiare spontaneamente. Poi presi un foglio, disegnai il pentagramma e scrissi le note che avevo appena cantato. Arrivato a Milano, chiamai il mio autore e gli dissi della ma intenzione di scrivere una canzone per gli italiani all’estero. Proposi di chiamarla Con quella faccia da Italiano, ma lui mi propose di chiamarla L’Italiano e basta. Fatto il testo, pensammo ad Adriano Celentano per cantarla, ma lui dopo averla ascoltata non volle cantarla ritenendola una canzone presuntuosa. Disse che non aveva bisogno di dire di essere Adriano italiano vero, perché la gente lo sa. Ecco, è stata la mia fortuna».

Koncert Toto Cutugno v Axa aréne NTC Bratislava

Včerajší koncert Toto Cutugno bol plný emócií, radosti a spomienok na staré známe melódie.Dúfame, že ste si to užili aj vy! 🍀Ďakujeme úžasnej prekladateľke pani Ivetke Pleškovej.V NTC – Národné Tenisové Centrum bola výborná atmosféra.

Uverejnil používateľ JVS Group SK – Just view the show Nedeľa 19. mája 2019

Era il 1983. Se oggi dovessi riscrivere questa canzone, vedresti l’italiano nello stesso modo?

«Solo musicalmente. Col testo no. L’italiano di oggi non va più in giro con l’autoradio nella mano destra. Ma ha sempre la stessa faccia… da italiano».

Progetti per il futuro?

«Ho fatto un cd nuovo dopo tanti anni. Decideremo insieme con la casa discografica e il mio manager quando farlo uscire. Penso a ottobre. Poi abbiamo un sacco di concerti da fare, ma devo farli con molta moderazione perché 12 anni fa mi hanno diagnosticato un cancro alla prostata. Ero spacciato e il professor Rigati del San Raffaele di Milano mi ha salvato la vita. Io sono un miracolato. Ringrazio Dio perché mi sta facendo vivere una seconda vita. Ringrazio anche Albano Carrisi. Fu lui a fissarmi un appuntamento col professore. Per me è un fratello. E voglio dire una cosa a tutti gli uomini: dopo i 40 anni, vi prego, fate la prevenzione, per evitare quello che è successo a me».


Sotto: Buongiorno Slovacchia è stato, insieme alla nostra testata in spagnolo Buenos días Eslovaquia, media partner del concerto a Bratislava.

Parlando di Albano, un altro grande artista, Domenico Modugno, considerava Toto Cutugno il suo successore…

«Vero. Mi chiamò in albergo a Londra e mi disse questo. Per me, il complimento più bello. Eravamo molto amici, per lui ho anche scritto due canzoni».

(Francesco Pizzigallo)


Foto sotto al titolo: Cutugno con Loris Colusso, editore di Buongiorno Slovacchia media partner del concerto, e l’autore dell’intervista Francesco Pizzigallo
Foto FB/Filip Obdržálek

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