Danko a Mosca per la parata in Piazza Rossa: “ho ringraziato Putin per la liberazione”

Il presidente del Parlamento slovacco Andrei Danko (Partito nazionale slovacco / SNS) era in questi giorni a Mosca, dove ha partecipato alla parata del Victory Day sulla Piazza Rossa in occasione del 74° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, o meglio ancora della capitolazione della Germania nazista che in Russia si festeggia il 9 maggio. Danko, che era l’unico presidente parlamentare di un paese membro dell’UE ad essere presente, era ospite del presidente della Duma di stato russa Vyacheslav Volodin, con il quale ha tenuto colloqui bilaterali di cooperazione interparlamentare e ha discusso delle opportunità di investimento per le imprese slovacche in Russia e della prossima missione commerciale che vedrà la visita in Russia a fine giugno di alcune decine di imprese slovacche.

Nella successiva conferenza stampa, Danko ha biasimato le sanzioni dell’UE contro Mosca, affermando che da quando sono state introdotte dopo l’annessione russa della Crimea nel 2014, gli scambi tra Russia e Unione europea sono calate del 20%, mentre è aumentato della stessa percentuale il commercio tra Russia e Stati Uniti. «La nostra gente confonde le sanzioni con l’embargo o la quarantena», ha detto Danko, aggiungendo che «un gran numero di società straniere stanno gareggiando» per investire in Russia. «È necessario dire la verità: tedeschi e francesi stanno arrivando qui e ci sono enormi opportunità». Anche grazie a norme sulle emissioni meno stringenti rispetto a quelle dell’UE, Danko presuppone che ci sia molto spazio per un aumento dell’import di automobili in Russia nel prossimo futuro.

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Il viaggio di Danko era stato criticato da diverse parti, essendo il nome di Volodin incluso nell’elenco delle personalità russe soggette alle sanzioni dell’Unione europea. Il ministro degli Esteri slovacco Miroslav Lajčák ha spiegato che Danko, accettando l’invito in Russia, non ha tuttavia violato nessun accordio di coalizione, e nemmeno alcun regolamento o posizione ufficiale dell’UE. A questo proposito, lo stesso Danko ha commentato la definizione di “agente russo” che gli è stata affibbiata. «Non capisco», ha detto in una intervista: «altre persone [delle istituzioni slovacche] che vanno negli Stati Uniti non sono definite spie americane». Per gli interessi geopolitici del nostro paese, «Penso che gli stati più vicini [a noi] siano più importanti».

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Dopo la parata in Piazza Rossa Danko ha poi avuto occasione di incontrare brevemente il presidente Vladimir Putin: «È un giorno che non dimenticherò. L’ho ringraziato a nome della Repubblica Slovacca per la [nostra] liberazione» dalla Germania nazista. Il funzionario slovacco ha anche scherzosamente invitato Putin a Bratislava nel caso Russia e Slovacchia si dovessero contendere la finale agli imminenti campionati mondiali di hockey su ghiaccio che si organizzano in Slovacchia. Ha scambiato qualche parola con il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, che ha invitato in Slovacchia per partecipare alle celebrazioni il prossimo 29 agosto del 75° anniversario dell’Insurrezione nazionale slovacca (SNP), che ebbe inizio il 29 agosto 1944 dalla città di Banská Bystrica, con il primo ministro Dimitry Medvedev e altri alti funzionari dello Stato.

(La Redazione)

Foto FB/andrej.danko.7169

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