La burocrazia è il maggior ostacolo nell’assunzione di stranieri

Secondo le grandi aziende e quasi metà delle piccole e medie imprese, il carico burocratico è l’ostacolo più grande nell’assunzione di lavoratori stranieri. Lo dice una indagine della banca ČSOB svolta per conto di Tasr. Le grandi aziende sono quelle che si lamentano di più (il 60% di loro) del carico amministrativo necessario per disbrigare le pratiche per l’impiego di stranieri, cosa che invece è vista come un problema solo da un terzo (33%) delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi.

Inoltre, più del 40% delle aziende (la metà delle Pmi e il 35% delle grandi società) ammette di avere problemi con le barriere linguistiche, il 25% ha noie riguardo all’inaffidabilità dei propri dipendenti (una problematica che soprattutto le piccole imprese sentono molto) e il 23% pensa che i dipendenti siano abituati a lavorare male.

In Slovacchia lavorano oltre 70.700 stranieri, come risulta dai dati alla fine di marzo (erano 69mila a fine 2018). Si tratta di quasi 19.000 persone in più rispetto all’anno precedente. Si tratta in gran parte di cittadini di altri paesi membri dell’UE, ma negli ultimi tempi stanno molto crescendo i lavoratori da paesi terzi extra UE. Il gruppo più numeroso di stranieri che lavorano in Slovacchia sono gli ucraini (14.944 a marzo), seguiti da serbi (12.843) e rumeni (10.368).

(Red)

Foto Joergelman CC0

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