Mai così pochi incidenti sul lavoro. Il ministro: vogliamo azzerarli

I numeri delle vittime di infortuni sul lavoro sono in calo ormai da due decenni, ma anche i 38 casi di morte registrati lo scorso anno, minimo storico, sono comunque troppi, ha detto la scorsa settimana il ministro del Lavoro Ján Richter (Smer-SD) in occasione della Giornata mondiale della prevenzione delle malattie professionali e gli infortuni sul lavoro. La nostra sfida, ha sottolineato il ministro, «deve essere l’azzeramento delle morti sul lavoro», perché vorrei che «i miei colleghi dell’Ispettorato nazionale del lavoro non avessero nulla da fare riguardo agli infortuni professionali. Lasciamo invece che facciano di più nella lotta al lavoro illegale e per il rispetto del Codice del lavoro», ha detto Richter.

Il numero più basso di sempre di incidenti mortali sul posto di lavoro nel 2018 si è accompagnato a un ulteriore forte calo del numero di gravi infortuni, che l’anno scorso sono stati 69, una cifra sempre rimasta sopra i cento negli ultimi anni.

La Confederazione dei sindacati KOZ ha richiamato l’attenzione sull’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, avvertendo che alle complicazioni e all’eccessiva burocrazia del sistema non si accompagna un impegno per la prevenzione di tali problemi. Questo fondo di previdenza sociale è in eccedenza, dice il sindacato, e perciò è necessario destinare parte delle risorse a prevenire gli incidenti sul lavoro, una idea cui il ministro Richter non intende sottrarsi: quando sarà fatta una proposta in questo senso ne discuteremo con le parti sociali, ha detto, per dare modo sia ai datori di lavoro che ai dipartimenti statali interessati di dire la loro.

(Red)

Foto MichaelGaida CC0

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