US Steel e Samsung non vanno benissimo, tra problemi di vendite e mercati

L’acciaieria U.S. Steel Košice ha offerto da ieri ai suoi dipendenti un congedo non retribuito fino alla fine di aprile, estendendo per una parte dei dipendenti la pausa pasquale. La direzione spiega che la mossa è causata dalle difficili condizioni del mercato globale dell’acciaio, che costringono l’impresa a stringere la cinghia. Negli ultimi anni la concorrenza dell’acciaio cinese a buon mercato è stata particolarmente dannosa per i produttori del vecchio continente, ma anche la recessione economica che si sta delineando in questi mesi sta facendo temere per il futuro. Secondo certe informazioni in alcuni reparti dello stabilimento, che operano nelle ventiquattr’ore sette giorni su sette, come produzione e spedizioni, sarebbero anche stati vietati gli straordinari per i quali la legge impone una maggiorazione.

Il sindacato di fabbrica aveva annunciato un paio di settimane fa lo stato di agitazione, dopo che nove round di colloqui non erano bastati per trovare un accordo su un aumento degli stipendi nel nuovo contratto collettivo. Col passare dei giorni la possibilità di uno sciopero si fa sempre più concreta, nonostante l’anno scorso il salario medio in azienda sia stato in media di 1.876 euro lordi. Il ministero del Lavoro ha deciso, su richiesta dei sindacalisti, di assegnare alle due parti un intermediario, allo scopo di avvicinare le posizioni. La fabbrica di Košice del gruppo americano United States Steel è uno dei primi datori di lavoro in Slovacchia con circa 12.000 dipendenti, e appena a gennaio aveva annunciato un nuovo investimento di oltre cento milioni per una nuova linea produttiva nel sito di Košice.

Intanto la società Samsung Electronics Slovakia, che è tra le prime cinque aziende in Slovacchia, ha registrato un calo del 21% dell’utile netto a 62,5 milioni di euro, e le sue vendite sono calate del 26% a 1,7 miliardi di euro nel 2018. Dopo la chiusura totale dello stabilimento per la produzione di schermi Lcd a Voderady nell’aprile 2018, sta ora riducendo costi e personale anche nella fabbrica a Galanta, che produce televisori a Led. Negli ultimi tre anni la busta paga media lorda è diminuita da 2.000 a 1.600 euro, e la difficoltà della casa coreana di elettronica di consumo sta toccando anche i suoi fornitori. Alcune aziende hanno trovato nuovi clienti nel settore automobilistico, ma la società DNN ha chiuso e pochi giorni fa la Dong Jin Precision ha annunciato la chiusura del suo stabilimento vicino a Sereď. Malgrado tutto, Samsung avrebbe affermato che non lascerà la Slovacchia, sfruttando il terzo incentivo sugli investimenti ricevuto dal governo lo scorso anno. Poche settimane fa il ministro slovacco dell’Economia Peter Žiga in visita in Corea del Sud aveva dichiarato la volontà di Samsung di rafforzare i propri investimenti in Slovacchia e la disponibilità del governo a sostenere questa scelta.

(Red)

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