Sanità: pubblicato il piano di riforma della rete ospedaliera slovacca

È stato presentato la scorsa settimana il piano nazionale per gli ospedali, che prevede una rete di 46 ospedali distribuiti in modo ottimale in tutto il paese con finanziamenti garantiti dalle compagnie di assicurazione sanitaria e pienamente funzionanti entro il 2030. Il piano, proposto dal ministero della Salute e reso noto dal ministro Andrea Kalavská insieme al primo ministro Peter Pellegrini, è in preparazione da tre anni e ha suscitato critiche di alcuni esperti, peraltro scettici che sarebbe stato presentato prima delle elezioni parlamentari 2020.

Secondo il documento strategico, che ha l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 una assistenza sanitaria migliore e più sicura per il paziente, meno ripetizione di operazioni, un minor numero di giorni di ospedalizzazione e migliori disponibilità di strutture sanitaria per il bene dei pazienti, gli ospedali saranno suddivisi in tre categorie. Ci saranno gli ospedali locali, accessibili ai pazienti che vivono entro mezz’ora di strada, gli ospedali regionali raggiungibili in un’ora e gli ospedali nazionali cui si può arrivare nel giro di due ore. Gli ospedali locali garantiranno ampia disponibilità per le cure urgenti, gli ospedali regionali forniranno una gamma di assistenza sanitaria più completa mentre quelli nazionali si occuperanno delle procedure mediche più complesse. Nella rete entreranno le strutture sanitarie che saranno in grado di soddisfare i criteri richiesti entro il 2021, ma il ministero non ha suggerito quali ospedali ne saranno parte. Ogni ospedale dovrebbe specializzarsi nelle aree in cui già ha buoni risultati, liberando risorse e capacità da utilizzare per aumentare ancora la loro specializzazione.

In base alla riforma, si passerà dagli attuali 13 a 46 ospedali generali in tutto il paese, secondo una distribuzione giudicata come ottimale. La disponibilità di un pronto soccorso entro mezz’ora dalla residenza del paziente aumenterà dall’87% al 91% del territorio, afferma il ministero.

Secondo il piano, entro il 2030 dovrebbero essere creati all’interno di queste strutture di elite almeno 3.000 posti letto, ognuno dei quali otterrà un maggiore finanziamento (dai 29 mila euro di oggi a 39 mila) che aiuterà gli ospedali ad esempio a rinnovare più velocemente le proprie attrezzature, o a migliorare il salario del personale. E oltre che ai pazienti, il cambiamento dovrebbe avere benefici anche per gli operatori sanitari, poiché la stratificazione degli ospedali sul territorio creerà spazio per posti di lavoro di fascia alta e una maggiore specializzazione delle cliniche sanitarie, ha dichiarato il ministro Kalavská.

L’Associazione degli ospedali slovacchi, che rappresenta gli ospedali a livello locale e regionale, non è vero che questa riforma dovrebbe portare a risparmiare denaro, anzi, all’inizio saranno necessari più soldi perché gli ospedali possano mettere in pratica le azioni richieste.

(Red)

Foto pixabay CC0

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