Ripartono i negoziati per l’Accordo per la difesa Slovacchia-Usa

Nel corso di una riunione del consiglio della coalizione (composto dai partiti Smer-SD, SNS e Most-Hid) che si è svolta lunedì si è raggiunto un accordo per estromettere il ministero della Difesa dai colloqui relativi all’Accordo di cooperazione per la difesa (DCA) con gli Stati Uniti. Da ora i negoziati saranno guidati dal solo ministro degli Affari esteri ed Europei Miroslav Lajčák (Smer-SD), che era presente alla riunione.

Il capo del Partito nazionale slovacco (SNS) Andrej Danko, contrario all’accordo con gli americani per il rischio che si possa arrivare a mettere a rischio la sovranità nazionale e permettere lo stanziamento di truppe statunitensi sul territorio slovacco, ha accettato che sia Lajčák a gestire i rapporti con gli Usa, anche se i rapporti tra i due negli ultimi tempi sono stati piuttosto tesi (il ministro aveva di recente annunciato le dimissioni a causa della posizione di SNS sul Migration compact dell’ONU). L’intesa di coalizione prevede che Lajčák dovrà specificare alcuni dettagli oggetto dell’accordo con gli americani nei prossimi giorni. Danko ha inoltre affermato di aver assicurato il capo della diplomazia slovaccao sull’orientamento filoeuropeo e filoatlantico del partito SNS, e ha sottolineato che il ministro non aveva mai nutrito dubbi su questo punto.

Il primo ministro Peter Pellegrini (Smer-SD) aveva dichiarato a fine marzo che il ministero degli Esteri riprenderà i colloqui sul DCA con gli Stati Uniti, approfondendo i dettagli dell’accordo per mettere in chiaro che non sarà toccata la sovranità slovacca per forzare Bratislava ad accettare truppe straniere sul suo territorio o a tollerare la creazione di una base militare Usa. Se queste questioni saranno rigorosamente escluse dal testo dell’accordo, il ministero della Difesa si unirà in seguito ai negoziati sui dettagli tecnici.

Il trattato, che non è stato reso pubblico, sarebbe un accordo quadro che gli Stati Uniti hanno firmato con diversi paesi europei, e permetterebbe a Washington di offrire alla Slovacchia un finanzimento per la ricostruzione degli aeroporti militari di Sliač e Kuchyňa. Si parla di un contributo di 46 milioni di dollari (circa 37 milioni di euro) per modernizzare le due basi aeree nell’ambito del programma European Deterrence Initiative (EDI) nato nel 2014 dopo l’annessione russa della Crimea con lo scopo di aiutare a sviluppare le capacità di difesa dei paesi ai confini orientali della NATO.

(Red)

Foto MO SR

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