Caso Kuciak, la confessione del presunto autista: sono io che ho sparato

Quel che era sempre stato indicato come l’autista del commando avrebbe confessato ieri di essere stato lui a sparare a bruciapelo a Ján Kuciak e Martina Kušnírová il 21 febbraio 2018 nella loro casa a Veľká Mača. Miroslav Marček, ex militare, che dopo aver lasciato l’esercito ha lavorato come tassista e guardia di sicurezza, una vita modesta e con pochi soldi, avrebbe ammesso la sua responsabilità nell’omicidio della coppia davanti agli investigatori della NAKA, l’Agenzia nazionale anticrimine, nel corso di un interrogatorio di sei ore.

Podľa informácií RTVS sa Miroslav Marček priznal k účasti na chladnokrvnej vražde Jána Kuciaka a Martiny…

Uverejnil používateľ Správy RTVS Štvrtok 11. apríla 2019

Questa mattina unità sub della NAKA starebbero setacciando il letto del fiume Váh a Kolárovo, la località dove Marček viveva ed è stato arrestato la notte del 26 settembre durante una incursione delle forze speciali. Sarebbe stato lo stesso autore del crimine a indicare ieri il luogo agli inquirenti. Ragionevole pensare che si stia cercando l’arma del delitto, una pistola calibro 9 mm fino ad ora non ancora ritrovata, e altri oggetti e prove materiali collegate all’omicidio.

Polícia hľadá zbraň z chladnokrvnej vraždy vo Veľkej MačiPo včerajšom zvrate v celom prípade, keď sa Miroslav Marček…

Uverejnil používateľ Správy RTVS Piatok 12. apríla 2019

L’informazione sulla confessione, che è stata divulgata da alcuni media slovacchi nel pomeriggio di ieri e proverrebbe da fonti interne all’inchiesta, non ha ricevuto commenti da parte dell’ufficio del Procuratore speciale (USP) che si occupa del caso. L’uomo è stato interrogatorio a Nitra, dove è incarcerato, per poi essere portato a Sládkovičovo e infine sul luogo del delitto, Veľká Mača, due località a poca distanza tra loro nel distretto di Galanta, regione di Trnava, dove gli investigatori avrebbero compiuto azioni e fatto riscontri utili per proseguire le indagini.

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La settimana scorsa Marček, che con Szabo è accusato dell’omicidio dell’imprenditore Peter Molnár, è stato portato dalla polizia a Kolárovo, dove avrebbe mostrato i suoi movimenti e come ha ucciso l’uomo a casa sua nel dicembre 2016. Anche in questo caso sarebbe coinvolto Zoltán Andruskó, il mediatore nell’omicidio Kuciak. I cugini Marček e Szabo erano conosciuti a Kolárovo come “risolutori di problemi“.

Finora sono state accusate cinque persone per il doppio assassinio, tutte in custodia. Finora si sapeva che Alena Zsuzsová avrebbe pagato il prezzo dell’omicidio, 70 mila euro di cui 20 mila come estinzione di un debito, Zoltán Andruskó era l’intermediario che ha messo insieme la “squadra della morte”, composta da Tomáš Szabo, ex investigatore di polizia e più tardi responsabile della scurezza per compagnie private, finora ritenuto il killer, e il cugino Miroslav Marček che fino ad oggi si riteneva avesse portato Szabo sulla scena del crimine, per poi passare a riprenderlo a lavoro finito. E Marian Kočner, che secondo la Procura speciale avrebbe ordinato l’omicidio del giornalista.

Il commando avrebbe dovuto anche uccidere, secondo le informazioni disponibili, il sostituto Procuratore generale Peter Šufliarsky, il procuratore Maroš Žilinka e l’avvocato e ex deputato e ministro Daniel Lipšic. I 20 mila euro di cui si diceva sopra sarebbero stati l’anticipo incassato da Andruskó per organizzare l’omicidio di Šufliarsky, un crimine poi non andato a buon fine. Andruskó ha collaborato con la polizia e ha testimoniato contro Marian Kočner, che tuttavia continua a proclamarsi innocente.

(La Redazione)

Foto FB/Policia SR

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