Investitori europei: non vi è pericolo di crisi in Slovacchia

La valutazione dello sviluppo dell’economia slovacca da parte degli investitori europei peggiora leggermente, ma non sembra esserci il pericolo di una crisi, soprattutto nella catena di fornitura del settore automobilistico. È quanto emerge da un sondaggio realizzato nei mesi di febbraio e marzo di quest’anno da Advantage Austria Bratislava e dalle Camere di commercio e industria slovacco-tedesca, olandese, svedese e slovacco-austriaca.

La metà delle 127 aziende intervistate valuta positivamente la situazione attuale in Slovacchia, ma la percentuale risulta in calo di 13 punti rispetto al 2018. Solo il 5% esprime un giudizio negativo, ma lo scorso anno le società che avevano valutato in maniera critica l’andamento economico del Paese erano il 3%. Il 31% delle aziende intende espandere la propria attività in Slovacchia e assumere nuovi dipendenti. Il 36% prevede di aumentare i propri investimenti nel Paese. I risultati del sondaggio sembrano dunque confermare la soddisfazione delle imprese nel 2018, grazie al numero piuttosto elevato di ordini, ma riflettono anche un certo scetticismo: solo una società su dieci prevede un andamento dell’economia slovacca migliore rispetto allo scorso anno, nonostante le stime ufficiali di una crescita fra il 3 e il 4%, superiore alla media europea.

Gli investitori continuano tuttavia anche a segnalare problematiche ben note in Slovacchia: la difficoltà di trovare la forza lavoro qualificata necessaria per produzioni industriali sempre piú tecnologicamente sofisticate, gli scarsi progressi nella lotta contro la corruzione, la crescita dei costi salariali. Secondo il sondaggio, i costi della manodopera aumenteranno in media del 7,5% nel 2019, una percentuale che le aziende giudicano “difficile da assorbire”, come ha dichiarato Stefan Hanke, amministratore delegato di Ehlebracht Plastic Technology. Hanke ritiene che il progressivo aumento del salario minimo sia diventato un problema per molti imprenditori.

I costi crescenti per le industrie costituiscono uno dei motivi del minor numero di aziende disposte ad investire in Slovacchia (il 73% contro l’80% degli anni precedenti). Tuttavia, secondo Peter Kompalla, direttore esecutivo della Camera di commercio e industria slovacco-tedesca, si tratta di una quota ancora molto positiva. Dopo la Repubblica Ceca, la Slovacchia è considerata dalle aziende partecipanti al sondaggio il Paese più interessante per gli investimenti nell’Europa centrale e orientale, seguita da Estonia e Polonia.

Secondo gli investitori intervistati, la Slovacchia risulta essere molto competitiva rispetto ai Paesi vicini per la sua posizione strategica, l’appartenenza all’UE, la disponibilità e qualità dei fornitori locali, la forza lavoro efficiente e produttiva. Christian Kügerl, delegato commerciale austriaco in Slovacchia, è convinto che il settore automobilistico, pilastro dell’economia nazionale, nonostante i forti e rapidi cambiamenti, sia “molto orientato al futuro”. Proprio l’innovazione tecnologica potrebbe essere la chiave della continuità del suo successo negli anni a venire

(Fonte Buenos días Eslovaquia)

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