Il futuro della mobilità è elettrico. La Slovacchia ha il suo piano

L’industria automobilistica deve affrontare sfide impegnative, come la Brexit, l’Industria 4.0 e le innovazioni legate al trasporto autonomo e alla drastica riduzione delle emissioni di CO2. Il futuro della mobilità elettrica dipende da diversi fattori, come investimenti adeguati (e sostanziali) per lo sviluppo di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici e per la produzione di batterie. Al momento le batterie sono prodotte al di fuori dell’Europa, soprattutto in Cina, paese che grazie a contratti strategici si è assicurato l’accesso alle materie prime, in particolare litio e cobalto. Gli esperti sottolineano che nel 2020 l’Europa avrà nel mercato delle batterie solo una quota di mercato del 3% rispetto al 60% della Cina.

Questi fattori possono frenare in Europa la diffusione delle auto elettriche, che rappresentano solo il 2,35% delle immatricolazioni totali. È per questo motivo che l’Unione Europea ha presentato il progetto di investimento EVC1000 (Electric Vehicle Components) nell’ambito del programma Horizon 2020, il cui obiettivo è finanziare con 6.800 milioni di euro varie tecnologie innovative per costruire un’automobile elettrica SUV con un’autonomia di 1.000 chilometri in un unica carica di 90 minuti. Per questo progetto, l’Unione europea ha stretto rapporti di collaborazione con aziende del settore automobilistico e con l’Università del Surrey, nel Regno Unito.

Come altri paesi del continente, anche la Slovacchia ha avviato un suo piano d’azione per lo sviluppo dell’elettromobilità affidato al ministero dell’Economia, con 15 misure specifiche da implementare entro un biennio e l’obiettivo non solo di aumentare il numero di veicoli elettrici in circolazione, ma anche di sviluppare l’infrastruttura di ricarica (oggi circa 250 in tutto il paese) e investire nella ricerca e nello sviluppo di componenti per veicoli elettrici. Se la Slovacchia vuole «rimanere tra i leader» del settore dell’auto, «dobbiamo sostenere la nuova tendenza» dell’elettromobilità, ha detto di recente il ministro dell’Economia Peter Žiga riguardo al piano d’azione. Alla fine del 2018, i veicoli elettrici e ibridi plug-in circolanti in Slovacchia erano circa 5.000. Il governo prevede di continuare a sostenere l’acquisto di veicoli elettrici, in collaborazione con l’Associazione dell’Industria Automobilistica Slovacca (ZAP SR), un progetto che «ha avuto un impatto positivo sull’aumento delle vendite di veicoli elettrici», ha detto il ministro Žiga. Tra le idee del piano d’azione c’è la messa a disposizione di una targa speciale a fondo verde per le auto elettriche, che consentirà loro di avere a disposizione corsie riservate o parcheggiare in zone a bassa emissione dal gennaio 2020.

La Slovacchia ha deciso di sostenere lo sviluppo di una industria nazionale competitiva che produca nel paese batterie per veicoli elettrici, e ha istituito nell’ottobre 2018 la Slovak Battery Alliance (Slovenská batériová aliancia), organizzazione costituita da 120 rappresentanti del settore pubblico e privato, del mondo accademico, dell’innovazione industriale e delle istituzioni finanziarie che dovrebbe favorire la cooperazione nell’implementazione dell’elettromobilità nell’industria europea, dove nell’ultimo anno sono stati lanciati investimenti in questo campo per 100 miliardi di euro. Nel mondo, si prevede che nel 2025 il fabbisogno di batterie per vetture elettriche rappresenterà un valore di 250 miliardi di euro all’anno.

(Fonte Buenas días Eslovaquia)

Foto stanvpetersen CC0
GuillermoMemo CC0
RudolfSimon cc by sa

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.