UJD: Mochovce è sicura. SaS: costerà 200 milioni in più

Le proteste di una Ong austriaca la scorsa settimana contro le nuove unità della centrale nucleare di Mochovce avevano provocato la richiesta di dettagli e spiegazioni a Bratislava da parte del ministro dell’Ambiente di Vienna Elisabeth Köstinger, che aveva parlato di «informazioni molto preoccupanti» sulle carenze di sicurezza. Al riguardo, l’Autorità di regolamentazione nucleare (UJD) slovacca, che sta conducendo un cosiddetto ‘Dialogo sulla sicurezza’ con il governo austriaco sul completamento della terza e quarta unità nucleare a Mochovce, ha informato di continuare il dialogo a livello di governo e di esperti. «Inoltre, nel tentativo di mantenere un approccio corretto e utile che va oltre il dialogo, l’Autorità per la regolamentazione nucleare fornisce ai rappresentanti di Global 2000», la Ong che accusa la centrale di non essere sicura, «informazioni dettagliate in forma scritta o di persona, l’ultima volta nel febbraio 2019».

Ripondendo direttamente alle preoccupazione sorte in questi ultimi giorni, UJD sottolinea che «non è stata eseguita nessuna perforazione nel guscio del reattore. Gli elementi di ancoraggio in connessione con l’aumento della resistenza sismica dell’installazione nucleare sono stati installati […] su alcune strutture dell’edificio della costruzione su pareti della zona ermetica secondo un progetto pre-approvato». L’UJD ha effettuato «diverse ispezioni in cui si è affrontata la questione della conformità delle procedure tecnologiche e della documentazione correlata ai lavori di perforazione direttamente presso il sito della centrale nucleare EMO 3,4».

«Possiamo confermare che il rinforzo in acciaio di pareti e soffitti non è stato indebolito», ha affermato l’autorità slovacca, ribadendo che non consentirà l’avvio dell’impianto nucleare a meno che non vengano passati tutti i test relativi alla sicurezza nucleare. Sulla campagna di Global 2000 per lo stop alla centrale di Mochovce, che si trova a un centinaio di chilometri dal confine austriaco, UJD dice di voler «richiamare l’attenzione sul fatto che l’intenzione dell’organizzazione austriaca è di fermare il lancio della centrale nucleare Mochovce 3 e 4 (EMO3,4) con qualsiasi mezzo. Pertanto, l’organizzazione non esita a diffondere informazioni false e fuorvianti e allarmismo».

Intanto il partito liberale di opposizione SaS ha annunciato l’intenzione di presentare una denuncia per i ritardi nella costruzione e il continuo aumento dei costi del progetto. Secondo alcune voci giunte al partito, ci sarebbe un nuovo differimento del completamento del progetto, e di conseguenza un nuovo incremento del budget. I rappresentanti di SaS Richard Sulík, Jana Kiššová e Karol Galek hanno annunciato dunque una denuncia e anche la richiesta di una riunione straordinaria della commissione parlamentare affari economici. Entrambi i due blocchi, il primo dei quali sarebbe dobuto essere lanciato nel secondo trimestre di quest’anno, sarebbero in ritardo, secondo i deputati, e il costo potrebbe essere di nuovo maggiorato di almeno altri 200 milioni di euro. Il che significherebbe passare dai 5,4 miliardi decisi nel 2017 a 5,6 miliardi. Praticamente il doppio dei 2,8 miliardi previsti, e un ritardo di sette anni rispetto alla conclusione prevista delle due unità per il 2012-2013.

(Red)

Foto MHSR

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