Nel prossimo decennio i viennesi andranno a lavorare a Bratislava

Il direttore esecutivo dell’Istituto di Vienna per gli Studi economici internazionali Mario Holzer, appena arrivato alla testa dell’istituzione, ha detto l’altro ieri che Vienna e Bratislava, le due capitali geograficamente più vicine al mondo, possono cooperare economicamente con beneficio per entrambe. La regione di Bratislava ha il problema della mancanza di manodopera, mentre Vienna soffre del fenomeno della disoccupazione giovanile. Se oggi gli slovacchi vanno a lavorare a Vienna, «posso immaginare il contrario […], ovvero i giovani austriaci che si recano a lavorare in Slovacchia», ha notato Holzner.

La popolazione della capitale austriaca sta crescendo molto, alla caduta del muro ci viveva 1 milione e mezzo di persone, oggi sono quasi 2 milioni. La città, ha notato Holzner, attrae abitanti soprattutto per la qualità della vita (è la prima città al mondo), mentre Bratislava vive un economico con una crescita che, spiega Holzer, prima della crisi finanziaria «era del 20-25%», diventando una delle regioni più forti dell’UE in termini di PIL pro capite. A suo parere, la Slovacchia diventerà in futuro un paese di immigrazione, attirando lavoratori sia dall’Est che dall’Occidente, e dunque anche attraente in prospettiva per i cittadini austriaci, che vivranno a Vienna ma potranno andare a lavorare a Bratislava. Quanto alla differenza più evidente tra le condizioni nelle due città, il salario nominale, Holzer pensa che si adeguerà a livelli occidentali entro il 2030.

(Red)

Foto pixabay/CC0

Be the first to comment

Rispondi

Contenuto non disponibile
Consenti i cookie cliccando su "Accetto" nel banner a fondo pagina"

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.