Corte costituzionale, il Parlamento vota otto candidati, ma non è ancora finita

Ieri l’aula del Parlamento ha vissuto un’altra puntata, la terza, della votazione dei candidati a giudice della Corte costituzionale, che da un mese e mezzo è stata lasciata operare con soli quattro membri su tredici, avendo gli altri nove concluso il proprio mandato nel mese di febbraio. Senza un quorum di sette giudici, la corte non è pienamente funzionale. Due votazioni in Parlamento a metà febbraio non hanno avuto esito positivo, a causa di disaccordi all’interno della coalizione, e la seduta parlamentare di ieri non ha ancora sciolto il nodo. In una votazione a scrutinio segreto sono stati eletti nel tardo pomeriggio di ieri sei candidati al posto di giudici costituzionali da proporre al presidente slovacco Andrej Kiska, che potrà sceglierne la metà – ovvero tre nomi. In realtà la legge prevede che siano al più presto riempiti i nove posti vacanti, e per la nomina presidenziale è necessaria l’approvazione in Parlamento di diciotto candidati.

Oggi l’aula ha tenuto un nuovo voto, conclusosi poco fa, nel corso del quale sono stati eletti altri due candidati, come aveva chiesto Béla Bugár, presidente del partito di coalizione Most-Hid, il quale ieri aveva ricordato che i membri della maggioranza avevano un accordo per almeno otto candidati da presentare al Presidente. I candidati eletti sono Ivan Fiacan, Peter Molnar, Rastislav Kassak, Lubos Szigeti, Daniela Svecova e Michal Truban, Milos Madar e Pavol Malich.

(Red)

Foto ustavnysud.sk

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