Iniziato il dibattito interno al partito Smer-SD, si discute di come andare avanti

Martedì, dopo un pranzo di lavoro presso la sede nazionale, il partito Smer-SD aveva emesso una nota con la quale ringraziava il candidato sconfitto Maroš Šefčovič, «per aver rappresentato Smer-SD con dignità», augurandosi di poter collaborare con lui presto fruttuosamente. E si congratulava con la nuova presidente della Repubblica Zuzana Čaputová, auspicando che non lascerà «dietro di sé una traccia così negativa come il Presidente uscente Andrej Kiska».

Il pranzo è servito a discutere dei risultati delle elezioni presidenziali, sull’interpretazione dei quali c’erano opinioni divergenti, dice il comunicato, senza dettagliare meglio su cosa la discussione si è concentrata. Domenica scorsa, subito dopo la vittoria di Čaputová, su un social network il partito aveva scritto che «Smer-SD è uscito rafforzato da questa elezione, a differenza dei partiti parlamentari dell’opposizione», valutando positivamente i 750 mila voti ricevuti dal candidato Šefčovič.

Un tono semitrionfalistico che non era piaciuto a Peter Kažimír, vice presidente del partito e ministro delle Finanze in scadenza, il quale disse che sarebbe meglio dire le cose come stanno, accettare la sconfitta e pensare a come andare avanti. Su una linea simile si era espresso il primo ministro Peter Pellegrini, secondo il quale era giunto il momento «di discutere all’interno del partito come procedere». Pellegrini aveva spiegato che «stiamo tutti evolvendo, sia la società che il partito, non ci dovrebbe essere niente di male in questo, e nessuno all’interno del partito dovrebbe percepirlo in modo tragico o drammatico». Tuttavia, ha ammesso che la dirigenza di alto livello del partito ha pranzato più piacevolmente. Pellegrini aveva anche detto che non avrebbe mai accettato di rafforzare la coalizione di governo includendo gli estremisti di Marian Kotleba, evidentemente un discorso che era affiorato negli ultimi tempi all’interno di Smer. «Questa è una linea rossa che non oltrepasserò», ha detto.

Dopo la riunione la dirigenza del partito socialdemocratico ha cercato di liberare il campo da supposizioni di un conflitto all’interno di Smer. Il ministro dell’Economia Peter Žiga ha dichiarato che «non cambieremo nulla» nel partito, ma parleremo «della percezione che gli elettori hanno di noi» e di cosa «possiamo fare al riguardo», negando voci di una sostituzione del leader Robert Fico. Proprio il silenzio dell’ex primo ministro dopo un’altra batosta, tuttavia, lascia credere che il dibattito interno sia piuttosto intenso. Žiga ha ammesso che sui temi all’ordine del giorno «non si tratta di una discussione per un solo pranzo», «la discussione è iniziata e continuerà».

Nella nota ufficiale, Smer-SD ha chiarito che intende vincere le prossime elezioni parlamentari, un obiettivo che i leader del partito ammettono essere non facile, e per questo si parla nel testo di “nuove forme di comunicazione e lavoro politico”. In ogni caso, Smer-SD vuole continuare a confermare il suo spirito da «autentico partito socialdemocratico, orientandosi in particolare verso i lavoratori».

(La Redazione)

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